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EDUCARE ALLA SESSUALITÀ

educare alla sessualità dentrocasa ottobre 2016

Non basta fornire informazioni. Occorre orientare le conoscenze dei propri figli e trasmettere il proprio vissuto emotivo.

Tra le tante domande che i bambini pongono ai loro genitori, ce ne sono alcune che mettono particolarmente in crisi: quelle sulla sessualità. È spesso uno shock quando la propria angelica creatura inizia a chiedere: “Mamma, papà, dov’ero prima di nascere?” oppure “Chi ha messo il bambino nella tua pancia?”. Se fino all’età prescolare le domande dei bambini riguardano più la propria origine, successivamente sono invece relative al loro futuro: quelle sul concepimento, sul parto, su cosa accade al loro corpo si mescolano con le prime conoscenze scientifiche e le informazioni orecchiate qua e là da fonti più o meno attendibili. Come rispondere quindi? Sicuramente in modo sincero e chiaro, stando attenti a sintonizzarsi su ciò che interessa realmente al bambino introducendo spiegazioni poco alla volta ed evitando di anticipare contenuti che in quel preciso momento non sono d’interesse. Le ricerche concordano: i bambini che hanno una maggior comprensione delle questioni sessuali da adolescenti mostrano un comportamento più responsabile e maturo. Inoltre, evitare di rispondere contribuisce alla creazione di tabù: cambiare argomento, mostrarsi vaghi, posticipare manda al bambino il messaggio che di quell’argomento non se ne può parlare. Se all’inizio basta spiegare le differenze tra maschi e femmine con i termini corretti, è poi utile passare al fatto che lui o lei nasce dall’amore di mamma e papà, che la natura ha creato come fossero un puzzle, che il papà mette una cellula nella pancia della mamma e lì incontra un ovulo della mamma; che è stato cresciuto, nutrito e accudito nella pancia della mamma con papà che si prendeva cura di loro, per poi spiegare il parto e il taglio del cordone ombelicale. Da lì poi inserire dettagli più specifici. Dalla preadolescenza è poi necessario parlare dei cambiamenti del corpo, introdurre i temi della contraccezione e i pericoli che si possono incontrare, concretamente e nel web, fornendo gli strumenti per potersi proteggere. Ma educare a una sana sessualità non si limita a fornire nozioni. La maggiore facilità di accesso alle informazioni dei bambini di oggi non significa che non necessitino di qualcuno che li aiuti a orientarsi e a inserire le informazioni in una cornice di vissuti emotivi. Informare non è educare. Se è vero che i cambiamenti del corpo in pubertà possono essere conosciuti magari tramite i racconti dei compagni che hanno fratelli più grandi, la scuola, i libri e internet, chi si occupa di come ci si sente, delle paure, delle nuove sensazioni e degli imbarazzi? Chi insegna l’importanza del rispetto di se stessi e dell’altro? I figli hanno bisogno di qualcuno che spieghi e mostri la differenza tra rapporti sessuali e legami affettivi. Di qualcuno che si emozioni con loro per la bellezza di crescere e trasformarsi in donne e uomini.

 

carla simoni

dott.ssa Carla Simoni
Psicopedagogista Studio Itaca – Salò Bs – tel 334 9442637

carlasimoni.studio@gmail.com

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