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I VENT’ANNI DI EMA

ema marzo 2017

L’appassionata lettera del papà di un amico

Ciao Ema, sono Tony, il papà del tuo amico Andrea. È un po’ che non ti scrivo, ma penso che sia di nuovo giunto il momento di farlo. Alcuni giorni fa avresti compiuto vent’anni e questa cosa mi ha suggerito alcune emozioni che voglio raccontarti. Quando vedo i tuoi amici che negli anni sono cresciuti mi viene da fantasticare su come saresti tu ora…

Ti vedo uscire da quel cancello con la tua auto, sgommando, come facevi con lo scooter, o magari in impennata con la bici. Per te nulla ora è più noioso dell’ordinario assorto nel tuo mondo fantastico che avevi fretta di vivere in tutte le sue esperienze.

Ti vedo scherzare con i tuoi amici rincorrendoli con la tua straordinaria agilità, sorprendendoli con le tue sortite vocali simili a quelle degli animali preistorici e stranissimi che ti piacevano tanto.

Ti vedo salire le scale come il vento e abbracciare la mamma rincuorandola della tua imminente maturità.

Ti vedo con un po’ di barba cresciuta e incolta perché non solo ce l’hanno ormai molti tuoi coetanei, ma perché così dimostri a papà Gianpietro con che fierezza l’avresti portata anche tu.

Ti vedo assorto nelle riviste specializzate alla ricerca del futuro tecnologico perché ci avresti aggiunto la tua fantasia permettendo alle cose ordinarie di diventare straordinarie.

Ti vedo con i tuoi amici a divertirti insegnando loro sì, che tutto va bene, ma fino ad un certo punto, e che tu con la tua esperienza avresti potuto aiutarli a capire quando fermarsi.

Ti vedo in mezzo alla natura che amavi immensamente, cercare di coglierne le peculiarità e respirarne la divina bellezza.

Ti vedo anche piangere in silenzio, qualche volta, perché la vita è così e non tutto va per il meglio e avresti imparato che nel calore delle lacrime c’è quello di Dio che resta sempre vicino a noi, soprattutto nel dolore.

Ti vedo accanto ad una dolcissima ragazza che avrebbe fatto un po’ fatica a seguirti nella tua vivacità, ma sarebbe stata troppo innamorata della luce dei tuoi occhi per non farlo…

Mi restano ora solo due immagini… Nella prima ti avvicini a me abbracciandomi e sorridendomi, dicendomi che forse non sono ancora così vecchio per stare accanto a ragazzi come te e l’ultima, più bella, è quando sali ogni mattina sulla macchina di papà Gianpietro e uscendo da quel cancello non corri più come quella notte verso il buio di quel fiume, ma lo accompagni in ogni passo, come ha voluto Dio, verso la luce della vita che, insieme, suggerite a migliaia di ragazzi…
Una carezza Ema.
Tony

GHIDINI-PESCIOLINO

Gianpietro Ghidini
Fondazione Pesciolinorosso
pesciolinorosso.org

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