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IL REDDITOMETRO

il Redditometro

Con il nuovo Decreto, emanato dal MEF il 16.9.2015 e pubblicato sulla G.U. 25.9.2015 n. 223, è stato aggiornato il redditometro.

Il redditometro è quello strumento, a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, nato con la finalità di determinare sinteticamente il reddito complessivo delle persone fisiche utilizzando le informazioni già in possesso della stessa Agenzia. In altre parole il reddito viene attribuito al singolo contribuente non in conseguenza di una Dichiarazione (Unico, 730 etc.) ma tramite una ricostruzione (da qui sintetico) dello stesso sulla base delle spese sostenute in un certo periodo d’imposta. La ratio sottostante è che ad una capacità di spesa corrisponde necessariamente una capacità contributiva. A questo punto è necessario capire quali siano quegli elementi di spesa utilizzabili dall’Agenzia delle Entrate.
Spese certe: sono quelle spese di ammontare certo, oggettivamente riscontrabili, il cui sostentamento è noto all’Agenzia; ad esempio l’acquisto di un’auto, la stipula di un’assicurazione o di un mutuo, il pagamento di un canone di locazione. Sono attribuibili al contribuente anche le spese sostenute dal coniuge/familiari fiscalmente a carico.
Spese per elementi certi: sono quelle spese attribuite al contribuente sulla base di precisi coefficienti in conseguenza del possesso di specifici beni di cui l’Amministrazione finanziaria è a conoscenza. In questo caso la certezza non dipende dall’aver sostenuto la spesa, ma dal possesso del bene.

Quota degli incrementi patrimoniali: da considerare al netto dei disinvestimenti dell’anno stesso e dei 4 precedenti, ad esempio acquisto di beni durevoli.
Quota di risparmio: da considerarsi al netto del risparmio utilizzato per consumi e investimenti, realisticamente individuata come differenza del saldo di conto corrente al 31/12 rispetto al 01/01. I coefficienti utilizzati dall’Agenzia per la determinazione delle spese per elementi certi sono determinati tenendo conto della spesa media annuale da dati ISTAT. Nel caso in cui il reddito, sinteticamente determinato, si discostasse di più del 20% da quello dichiarato, il contribuente si ritroverebbe tra i soggetti che il Fisco può decidere di controllare. Questa prima fase di screening serve per individuare il bacino di soggetti a cui inviare, in seguito, un invito a comparire presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate. L’invito a comparire è necessario per permettere a ciascuno di spiegare, dati alla mano, lo scostamento riscontrato. L’Agenzia delle Entrate non può emettere alcun avviso di accertamento di tipo redditometrico senza avere preliminarmente sentito il contribuente. Si consiglia comunque di farsi assistere, anche in questa fase, da un professionista (commercialista o avvocato).

sebastiani - fisco

Alessandro Sebastiani Dottore Commercialista
Partner Studio Sebastiani
studiosebastiani.it

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