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LA LEGGE DI STABILITÀ – TERZA PARTE

terza fisco agosto2015

Novità fiscali per i contribuenti e le imprese. Ecco cosa cambia nell’economia italiana.

Altra novità introdotta dalla legge di Stabilità è il regime fiscale agevolato per autonomi. Esso ha dato il via ad una vera e propria corsa ad aprire partita Iva a novembre e dicembre 2014 per poter approfittare del previgente, e molto più conveniente, regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità, per intenderci, quello che prevedeva un’imposta sostitutiva del 5%, in vigore fino al 31/12/2014. I punti salienti del nuovo regime forfettario sono: reddito determinato forfettariamente. Vuol dire che i ricavi conseguiti (e il limite non è più uguale per tutti ma va in base al codice ATECO per l’attività esercitata) vengono moltiplicati per una percentuale “di redditività” stabilita ex lege; il risultato rappresenta il reddito imponibile, del tutto indipendente dai costi che il soggetto potrebbe aver sostenuto. L’imposta sostitutiva per la quale deve essere moltiplicato il reddito imponibile è ora del 15%. L’adozione di questo regime esonera da gran parte degli obblighi IVA, IRAP, studi di settore, di tenuta della contabilità. Per gli imprenditori iscritti all’INPS commercianti e artigiani è possibile optare per un regime contributivo agevolato opzionale. Tale regime avrebbe dovuto rappresentare l’unica alternativa alla cosiddetta tassazione ordinaria. Ma così non è stato: il Governo Renzi si è accorto dello scivolone commesso ed è corso ai ripari. Il “Decreto Milleproroghe” ha, per l’appunto, prorogato il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (con tassazione al 5%) a tutto il 2015. Pertanto, almeno per quest’anno, i due regimi coesisteranno. Riguardo alle imposte indirette (IVA), una delle novità che ha destato più scalpore è stato il c.d. “split payment”. Secondo questa norma gli enti pubblici che acquistano beni e servizi da fornitori privati sono tenuti a corrispondere il solo corrispettivo dell’operazione (la sola base imponibile) mentre l’IVA verrà accreditata su un conto corrente vincolato e prelevata dall’Erario. L’imposta viene cioè sottratta alla disponibilità del privato e assicurata allo Stato. Lo split payment non si applica nel caso di cessioni con reverse charge o per i compensi per prestazioni di servizi assoggetta a ritenuta d’acconto. I soggetti quindi che operano principalmente con Stato, enti pubblici territoriali, Camere di Commercio Industria etc., istituti universitari, A.S.L., enti ospedalieri, che rischiano di trovarsi in una costante posizione creditoria, potranno chiedere il rimborso dell’eccedenza di imposta detraibile. Infine, per chi opera nell’edilizia, è stato esteso il meccanismo del reverse charge (che pone l’obbligo di versamento dell’IVA in capo allo stesso soggetto che ha diritto a detrarla) alle operazioni riguardanti prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative ad edifici.

sebastiani - fisco

Alessandro Sebastiani Dottore Commercialista
Partner Studio Sebastiani
studiosebastiani.it

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