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LA MENTE E IL CORPO

mente corpo dentrocasa agosto 2017

Le motivazioni che sottendono ad un intervento estetico possono essere di varia natura. Da valutare caso per caso le possibili controindicazioni di ordine psicologico.

Il continuo e sempre più crescente aumento delle richieste di interventi di chirurgia estetica ha posto da tempo le basi per alcune riflessioni sul legame esistente tra psiche e corpo.

Un ambito di grande interesse riguarda la motivazione che sottende alla richiesta di intervento. Infatti, pur spaziando in un ambito di prestazioni sanitarie volute ma non necessarie, possiamo annoverare interventi che nascono in realtà da esigenze funzionali ed interventi che invece presentano finalità prettamente estetiche. Nel primo caso la motivazione è certamente più obiettivabile e prevede un miglioramento palesabile della vita del paziente.

A differenza di quanto accade nel caso di richieste che muovono viceversa da una esigenza squisitamente estetica. A tutto questo è opportuno aggiungere che non sempre il meccanismo motivazionale si colloca nella sfera della consapevolezza dell’individuo, infatti ci sono casi nei quali esso nasce nella sfera dell’inconscio. La mente non è solo il propulsore primario che spinge l’individuo verso la chirurgia estetica: essa stessa va anche a subire gli effetti di questo processo. Il rapporto che lega la proiezione dell’io corporeo sulla mente si va così a consolidare.

Il cambiamento estetico che consegue ad un intervento chirurgico produce una rielaborazione della propria immagine interiore. Il conseguente beneficio per l’individuo si tramuta in un miglioramento della sua vita di relazione: infatti l’aumento della propria autostima produce una maggiore disponibilità verso i rapporti esterni. In chirurgia estetica, più che in ogni altra disciplina sanitaria, esistono pazienti che presentano controindicazioni di ordine psicologico ad un intervento, oppure, al contrario, altri che evidenziano elementi di predisposizione.

Fattori di controindicazione all’intervento sono tutte le forme di psicosi, le depressioni maggiori, i disturbi della personalità e naturalmente le dismorfofobie. Tra gli aspetti degni di attenzione è doveroso annoverare anche i soggetti già ripetutamente sottoposti ad interventi di chirurgia estetica, oppure quelli spinti da eccessivo impulso spesso non accompagnato da una adeguata ponderazione o consapevolezza della procedura. Al contrario, appaiono elementi favorevoli all’intervento la ragionevolezza della motivazione accompagnata da una attenta ma non estenuante valutazione dell’intervento richiesto.

dott. Enrico Motta

dott. Enrico Motta
chirurgo plastico
libero professionista

 

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