Tu sei qui
Home > NEWS > SALUTE > Psicopedagogia > LE BUGIE

LE BUGIE

bugie dc settembre2016

Spesso nascondono mancanza di sicurezza o il bisogno di ricevere approvazione.

Sin da piccola sono sempre stata attratta dalla storia… L’idea che il mondo esistesse da molto tempo, così come anche le immagini sui libri mi affascinavano e al contempo spaventavano. Proprio per questo, in terza elementare, per combattere la noia di un pomeriggio infrasettimanale, mi misi a creare dei “fossili”… È bastato poco: gesso in polvere, acqua, due coperchi di scatole di scarpe e qualche foglia esiccata o conchiglia raccolta a bordo mare. Ero così orgogliosa che arrivai dalla mia insegnante e le mostrai i “fossili” che, come un’infaticabile archeologa, avevo recuperato tra le rocce dietro casa. La maestra non si mostrò affatto contenta e anzi chiamò mia madre dicendole che sua figlia era un’incredibile bugiarda. Ancora oggi ricordo questo episodio con un misto di rabbia, vergogna e, devo dire, una sottile punta d’orgoglio. Fino a qualche anno fa gli studiosi concordavano sul fatto che prima dei sei anni non ci fosse intenzionalità nelle bugie, ma solo un modo diverso di vedere le cose in cui il confine tra fantasia e realtà è più labile. Quello che permette di credere a Babbo Natale, Santa Lucia e ai superpoteri… Il tutto condito dalla mancanza di ancoraggio alla dimensione temporale così come la intendono gli adulti, per cui “cosa hai mangiato oggi all’asilo?” si trasforma nel racconto della pizza speciale della cuoca che ha segnato piacevolmente una giornata del mese. In realtà, oggi gli studi evidenziano la presenza d’intenzionalità già attorno ai tre/quattro anni. Ma quali motivazioni muovono queste intenzioni? Qual è il bisogno di una bambina che realizza dei fossili (falsi… ahimè) e li mostra alla maestra? A parte il bisogno di sperimentare, che forse sarebbe già sufficiente, uno dei bisogni che più spesso muovono le bugie dei bambini è quello di ricevere approvazione: sia che raccontino di possedere oggetti meravigliosi o aver fatto qualcosa di eccezionale, sia che neghino di essere stati gli artefici di qualche marachella. La necessità è quella di acquistare o non perdere punti agli occhi degli adulti o dei compagni. Altre volte è la necessità di uno spazio di autonomia in cui si possano muovere lontano dal controllo e dai divieti degli adulti. Ciò prelude ai segreti dell’adolescenza, necessari per imparare a discriminare ciò che si può condividere da ciò che appartiene alla sfera personale.
A volte le bugie nascondono dolori altrettanto reali: poca stima di sé che porta a crearsi maschere socialmente attraenti, sensazioni di solitudine e abbandono che per essere tollerate necessitano una verità immaginata, o l’assenza di fiducia negli altri che obbliga a proteggere la propria intimità. Gli adulti possono scegliere: punire semplicemente, preoccupati per la precoce furbizia dei piccoli, o cercare di comprendere i messaggi di cui sono portatrici e che non trovano altro modo di espressione.
.

 

carla simoni

dott.ssa Carla Simoni
Psicopedagogista Studio Itaca – Salò Bs – tel 334 9442637

carlasimoni.studio@gmail.com

Salva

Salva

Salva

Salva

Articoli Simili

Iscrizione Newsletter

Iscrizione Newsletter

Ricevi in anteprima tutte le nostre novità.


You have Successfully Subscribed!