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PAROLA D’ORDINE: RIQUALIFICAZIONE

riqualificazione aprile16

Molti i passi ancora da compiere. Sono auspicabili una rivisitazione del concetto di casa e dei costi di realizzazione.

Riqualificare, vale a dire “rendere qualitativamente più valido”. Si tratta di un obiettivo di grande attualità, presente nelle agende dei Governi della maggior parte dei paesi industrializzati, ma anche dei Comuni e dei più importanti gruppi immobiliari. Con la limitazione del consumo del suolo, situazione predominante nei diversi Piani Regolatori, il recupero di aree dismesse rappresenta il nuovo business immobiliare. In Europa, ma soprattutto in Italia, esiste la concezione che la casa debba essere “eterna” o quasi. In questo modo non si è mai sviluppata una “industrializzazione” del settore immobiliare: si costruisce cioè ancora come secoli fa e non con l’idea che gli edifici possano avere una durata definita nel tempo. Come per gli elettrodomestici o per le automobili, dovrebbe invece esserci la sostituzione dell’immobile con un prodotto che abbia soluzioni più performanti, realizzato con materiali più sostenibili e con l’obiettivo di ridurre i consumi. Per avviare un’industria del settore immobiliare deve cambiare sia il concetto diffuso che si ha della casa, sia il costo connesso alla sua realizzazione. L’immobile deve cioè costare poco: il prezzo per la sostituzione del bene deve essere paragonabile a quello di una sua riqualificazione, con l’ulteriore vantaggio della riduzione dei vincoli legati all’intervento. In palazzi o edifici multipiano e multiproprietà può essere valido il concetto della casa eterna ma a condizione di programmare negli anni i giusti investimenti. Sempre più studi tecnici ed imprese costruttrici infatti si stanno specializzando in riqualificazioni e ristrutturazioni. Ma a quale prezzo e con quali risultati? Lo Stato Italiano ha stanziato fondi per il trienno 2015/2017 pari ad € 194.138.500,00 per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate. La Francia, invece, attraverso il “Programme National de Rénovation Urbaine” Pnru, ha attivato dal 2003 uno sforzo senza precedenti per rigenerare le cosiddette Zus, le Zone Urbane Sensibili, con interventi concentrati sulle abitazioni, le strutture, i servizi pubblici e gli aspetti socioeconomici locali. L’attuazione è stata affidata all’Agenzia Nazionale per la Riqualificazione Urbana, finanziata con fondi pubblici e privati, che fornisce un sostegno finanziario a enti locali, istituzioni pubbliche e organizzazioni private e pubbliche che svolgono operazioni di rinnovamento urbano delle Zus. In un programma pluriennale è stata pianificata la riqualificazione di 530 quartieri, periferici e centrali, migliorando le condizioni di vita di quasi 4 milioni di abitanti. Riqualificazioni come questa, che consentono un abbattimento dei disagi sociali ed un miglioramento della qualità della vita, oltre ad un rinnovamento del patrimonio edilizio associato ad una riduzione dei consumi, sono fondamentali. Ma c’è ancora molto da fare…

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Sergio Trainini
Property Management Swiss, 8962 Bergdietikon CH
s.trainini@gmx.ch

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