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TOM DIXON, LA “POP STAR” DEL DESIGN

tom dixon dentrocasa luglio 2017

Nella prossima stagione di aste ci sarà la possibilità di aggiudicarsi un pezzo del designer londinese.

nell’immagine: Tom Dixon – High-back “Pylon” chair 1990 circa – acciaio saldato – 135.3 x 64.8 x 59.1 cm – Prod. Tom Dixon, Ltd., UK. – Stima $6,000 – 8,000 – Image courtesy of Phillips /Phillips.com

“Alcuni giorni lavoro come designer, ma ciò che mi interessa veramente è l’invenzione, l’ingegneria e la commercializzazione, più che il processo di progettazione. Penso che i progettisti reali dovrebbero tendere a essere interessati a tutta la catena. Quindi faccio il designer molto occasionalmente. Tendo a rimanere ai margini, e a volte faccio nascere un prodotto che è stato progettato attraverso un interesse per i materiali e le tecnologie”. Ad affermarlo è Tom Dixon, una delle più celebri firme del design internazionale contemporaneo, colui che ha fatto di se stesso e del suo nome uno dei più ambíti brand dell’arredo, tanto da essere soprannominato Mr. Self-brand. Tunisino di nascita, inglese di adozione, Tom Dixon incarna lo spirito della Londra anni ’80. Abbandona quasi subito la scuola d’arte e design a cui era iscritto e abbraccia il basso entrando a far parte della band punk-rock Funkapolitan. Sono gli anni degli eccessi. Tom Dixon si dedica alla musica, frequenta locali notturni lavorando come PR e sfreccia per Londra a bordo della sua motocicletta come una vera rockstar. Sarà proprio un incidente sulle due ruote ad avvicinarlo al design. Per riparare i danni alla sua motocicletta infatti impara a saldare e si appassiona così tanto alla lavorazione del ferro da iniziare a creare per divertimento svariati oggetti che – dice lui – “stanno in piedi da soli”. È amore a prima vista: i metalli sono facili e veloci da lavorare e con pochi tocchi si può dare vita a creazioni sorprendenti. Impaziente e caotico, “neanche per sogno” – afferma – si sarebbe dedicato alla lavorazione di materiali più impegnativi come il legno o le terrecotte. La fortuna lo bacia nel 1985 quando il talent scout Giulio Cappellini nota il suo lavoro e lo invita a realizzare prodotti per la sua azienda. Nascono così la S Chair – oggi esposta nella collezione permanente del MoMA a New York –, la chaise-longue Bird e la Pylon Chair, ispirata ai tralicci ad alta tensione. Dopodiché il giovane designer prosegue nella sua strada inaugurando l’azienda che porta il suo stesso nome seguito da un punto finale, per cui realizza – tra le altre cose – le lampade Jack e Star Light, annoverate tra i prodotti più iconici della sua produzione. Dal 2004 al 2009 è direttore artistico di Artek, l’azienda finlandese fondata da Alvar Aalto, e parallelamente continua a collaborare con importanti marchi del design e della moda. Lui che ha dichiarato che nella vita avrebbe voluto essere una pop star, è oggi la pop star del design, con risultati d’asta che spaziano dai 23 mila euro (prezzo record per il prototipo della sua lampada Punch XL prod. Trumpf Inc., battuta nel 2013 da Sotheby’s a New York), a poche migliaia di euro, con la possibilità di trovare occasioni anche per qualche centinaia di euro. Il consiglio è dunque di tenersi pronti per la prossima stagione di aste e di non lasciarsi sfuggire la possibilità di aggiudicarsi un pezzo della stella del design londinese Tom Dixon.

Greta Beretta

di Greta Beretta
greta.beretta@virgilio.it

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