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TRA SOGNO E REALTÀ

sogno realta federmobili luglio 2017

Conoscenza, professionalità e rispetto reciproco tra commercianti e aziende: queste le basi per un futuro vincente.

Ogni tanto mi soffermo a pensare a come si potrebbe lavorare coltivando la propria passione in un mondo diverso. L’ideale sarebbe rispettarsi, guardarsi negli occhi e soprattutto nutrire le stesse aspettative. L’ideale sarebbe un commercio basato sulle capacità, sulla conoscenza, ma anche sull’intuizione, sulla predisposizione ad accettare cambiamenti e trovare soluzioni per affrontare con coraggio le nuove prospettive. Non è più tempo di improvvisare, è necessario essere manager della propria azienda. Ed è pure necessario che tanto le aziende, tanto i commercianti assumano il proprio ruolo ma sempre nel rispetto reciproco. Rispetto per noi commercianti, quindi, che raccontiamo i prodotti di queste realtà con fatica, costanza e ricerca continua, mettendo quotidianamente a disposizione e in modo gratuito gli spazi dove esporre al meglio i loro prodotti, contestualizzandoli e valorizzandoli al massimo per arrivare a venderli. E rispetto naturalmente per le aziende produttrici, che investono e necessitano di costanza e di relazioni oneste anche da parte nostra. L’idea del confronto è alla base costruttiva di un rapporto continuativo e trasparente, quello che di fatto non c’è mai stato, se non in maniera individuale. La disambiguità nell’operare porta ad una situazione quasi anarchica, disomogenea e confusionaria. Per ogni problema c’è una soluzione, se c’è la volontà. La ricerca del risparmio per entrambe le parti, ad esempio, non nella qualità ma nel reperimento dei servizi, con una rete di distribuzione curata attentamente sui vari territori e tra i colleghi, senza manie di protagonismo da parte di nessuno. Nella realtà, purtroppo, c’è poca credibilità e la fiducia viene a mancare. I rapporti con i colleghi sono da costruire, quelli con gran parte delle aziende purtroppo non esistono, perché sono i “numeri” che contano, ma questi si ottengono lavorando in sinergia con alla base un “saldo progetto” per entrambe le parti, come l’Europa ben ci insegna. La parola “sconto”, con i margini che abbiamo e le spese che mensilmente sosteniamo non dovrebbe neanche esistere, perché è frustrante lavorare così. Le vendite all’interno delle aziende e quelle on line dovrebbero avere canali differenti, nel rispetto di chi, giorno dopo giorno, apre il proprio negozio e affronta il mondo del lavoro, quello concreto e vero. Chissà se un giorno si riuscirà a tagliare definitivamente con il passato e impostare un cambiamento basato sull’etica, realizzando un contratto nazionale insieme, con regole e rigore, nel rispetto di tutte le parti. È da anni che sostengo questo. Io rappresento la piccola distribuzione e devo dire che nel nostro ambito siamo molto svantaggiati rispetto alla grande distribuzione, che ci sovrasta con modalità aggressive e grande organizzazione perché lavora “a progetto”. Noi siamo piccoli e tanti, distribuiti sul territorio senza una piattaforma organizzativa che ci permetta di avere voce. Chissà che un giorno le cose possano davvero cambiare…

pia nicolodi

federmobili

Pia Nicolodi

Consigliere Nazionale di Federmobili
pia@abitaredesign.it

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