Al m.a.x. museo di Chiasso, in Svizzera, un’interessante retrospettiva sull’opera del maestro
L’estetica in dialogo con la funzionalità, l’arte con la matematica. È in corso al m.a.x. museo di Chiasso, in Svizzera, la mostra “Max Bill (1908–1994): la grammatica della bellezza”, a cura di Karin Gimmi e Nicoletta Ossanna Cavadini. L’esposizione vuole porre l’accento sulla centralità della figura di Max Bill come protagonista della cultura del Moderno, con particolare riferimento alle relazioni fra Zurigo, il Canton Ticino e l’Italia.

A disposizione dei visitatori oltre 150 opere pittoriche, scultoree, grafiche e di design organizzate secondo un criterio tematico-cronologico. Nei suoi contributi teorici Max Bill insiste nel dichiarare che “la bellezza proviene dalla funzione” e sta nell’artista e nell’architetto dare forma attraverso nuove espressioni capaci di assolvere compiutamente una funzione data. L’arte concreta permette quindi all’artista di essere assolutamente indipendente e, attraverso i suoi principi, di creare il “reale e lo spirituale”.
Fino al 12 luglio 2026
centroculturalechiasso.ch
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