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MZO, Maher Alice - ph. credits by Marco Zorzanello

LA BIENNALE DI VENEZIA

30/05/2026

61. Esposizione Internazionale d’Arte "In Minor Keys"

Rallentare il ritmo, abbandonare la frenesia contemporanea e sintonizzarsi su frequenze che, attraverso stimoli multisensoriali, invitano all’armonia e alla delicatezza. Questo il progetto della direttrice artistica Koyo Kouoh, prematuramente scomparsa.

Alla fine vince l’arte. La sua forza dirompente, l’energia aggregatrice, la Bellezza. E se a fare da scenario è la città più amata al mondo, la meraviglia è presto servita.

La Biennale di Venezia ha deciso di realizzare la Mostra secondo il progetto ideato dalla stessa Koyo Kouoh, la quale aveva infatti già sviluppato il progetto curatoriale, definendo testo teorico, artisti, opere, catalogo, identità grafica e architettura degli spazi.

II Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco ha parlato di “gioia di un’arte autentica, che tanto somiglia alla vita vera”. “È una Mostra permeata di spirito, di una sacralità che rimette al centro la persona, che ritrova il senso dello stare al mondo riprendendo le misure, rispetto agli elementi della terra, e guardando di nuovo il cielo. Un percorso, quello di Koyo Kouoh, che recupera i rapporti umani, nati nei cortili e nel vicinato urbano. Le piccole cose, che sono grandi.”

GLI ARTISTI
Sono 110 i partecipanti – tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni – provenienti da contesti geografici differenti, selezionati da Koyo Kouoh privilegiando soprattutto risonanze, affinità e possibili convergenze tra pratiche anche lontane.

“In Minor Keys si presenta come una partitura collettiva, composta insieme ad artisti che hanno costruito universi dell’immaginazione. Soggetti che operano ai confini della forma, le cui pratiche possono essere intese come melodie complesse, da ascoltare sia collettivamente che nella propria autonomia.”

I MOTIVI
Il nucleo concettuale della Mostra si articola attorno a motivi scelti a partire da opere capaci di coinvolgere insieme anima e intelletto. L’intreccio si traduce in una composizione che non procede per sezioni, ma per priorità sotterranee: “Are”, che pur dando centralità a due figure maggiori evita l’impostazione retrospettiva; processioni; meraviglia contrapposta a cinismo verso il potenziale trasformativo dell’arte; riposo spirituale e fisico delle oasi, intese come tonalità o isole interne ai singoli universi creativi; e infine “Scuole”, espressione del suo impegno nella costruzione di istituzioni orientate a un fine sociale.

IL PROGETTO DI ALLESTIMENTO
All’inizio del 2025, Koyo Kouoh ha affidato a Wolff Architects (Città del Capo) il progetto di allestimento di In Minor Keys, invitando lo studio a lavorare sul potenziale trasformativo della soglia come apertura verso forme alternative di conoscenza ed esperienza.

Fino al 22 novembre 2026
labiennale.org

L’articolo continua su DENTROCASA in edicola e online.

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