Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta il sistema di arredo modulare della designer Benedetta Licini
Ai progettisti più creativi, la logica cartesiana del contenimento è sempre andata stretta. Nel design, librerie e sistemi modulari sono spesso diventati terreno fertile per ribaltare l’idea stessa di scaffale come semplice successione di linee ortogonali. Da icone radicali come la Carlton di Memphis, passando per la sinuosa Bookworm di Kartell, fino alla nuvola destrutturata della Cloud di Cappellini, il mobile contenitore è diventato negli anni un manifesto progettuale, più che un semplice complemento domestico.



In questa traiettoria di ricerca si inserisce “Frame”, il sistema progettato da Benedetta Licini, giovane product designer originaria di Lecco, oggi stabilitasi a Copenaghen, a seguito di varie esperienze formative e professionali tra Milano e Barcellona. Un percorso internazionale che emerge chiaramente anche nel suo approccio al progetto: rigoroso nella struttura, ma aperto alla contaminazione tra materia, funzione e ricerca concettuale.
Ed è proprio la congiunzione fra materia e tecnica, il cuore pulsante di Frame. Non soltanto un sistema di arredo modulare, capace di concretizzarsi in un tavolino, una consolle, una libreria o uno scaffale, ma anche una riflessione sul modo in cui gli oggetti prendono forma, attraverso la propria struttura. Se molti designer cercano di occultare il giunto, Licini decide invece di lasciarlo esposto, renderlo protagonista, trasformarlo in elemento narrativo oltre che costruttivo. Nella giunzione si può leggere l’intelligenza del prodotto, che messo a nudo, rivela con onestà la propria natura.
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Giovanni Tomasini - Studio 7B
Interior design, industrial design, web e consulenza in marketing & commerciale
FabLab Brescia, via Pavoni, 7/B Brescia


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