Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia la mostra che stabilisce un dialogo profondo tra l’arte performativa e i capolavori del Rinascimento
Irriverente, estrema, costantemente al di fuori di qualsiasi limite. Marina Abramović, madrina per eccellenza dell’arte performativa, ha fatto del suo corpo uno strumento di conoscenza e condivisione, straordinario veicolo di energia e relazione con il pubblico. E oggi, in occasione della 61ª Biennale di Venezia, la sua fama internazionale la porta ad infrangere un’ulteriore barriera: è infatti la prima artista donna vivente ad essere ospitata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.




La mostra “Marina Abramović. Transforming Energy” celebra l’80° compleanno dell’artista e stabilisce un dialogo profondo tra la sua pionieristica forma di arte e i capolavori del Rinascimento che hanno plasmato l’identità culturale di Venezia.
In un ideale incontro tra passato e presente, materiale e immateriale, corpo e spirito, i visitatori sono invitati a sperimentare una serie di Transitory Objects interattivi letti di pietra e strutture incorporate con cristalli sdraiandosi, sedendosi o stando in piedi su di essi, attivando quella che la Abramović chiama “trasmissione di energia”.
Fino al 19 ottobre 2026
gallerieaccademia.it
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