La chimica delle interazioni tra arte e design
Inusuali connessioni, accostamenti ricercati fra universi estetici solo apparentemente distanti. Simone Roveda decodifica il concetto di bellezza attraverso alchimie contemporanee nelle quali i singoli elementi si fanno linguaggio contribuendo, ognuno a suo modo, ad una narrazione coerente ed elegante. Il focus è sulla materia, la sua chimica, la sua incredibile versatilità e di conseguenza la possibilità di dare vita a storie sempre diverse.
Interior designer e creative director con base a Milano, Roveda è anche fondatore di Interior Design Milano e Creative Director di Barone Italia. Il suo lavoro si muove tra progettazione, direzione creativa e produzione, sviluppando spazi, arredi e installazioni su misura per il residenziale, il retail e l’hospitality di alta gamma, in Italia e anche all’estero.


L’interazione fra arte e design è alla base di ogni sua creazione. Le viene naturale? “Sì, direi che questa propensione ha radici profonde in me. Dopo il diploma di Liceo artistico mi sono laureato in Progettazione d’interni e di conseguenza ho sempre sentito coesistere in me queste due realtà, per certi versi anche molto comunicanti tra loro”.
Il metallo, in particolare l’effetto oro, vibrante nella sua lucentezza, è spesso protagonista nei suoi progetti. È una scelta precisa? “Sì, perché considero il metallo una forma artistica primaria ed è uno dei migliori materiali dal punto di vista progettuale. È infatti stimolante, vivo, può cambiare o trasformarsi completamente nella forma e nel colore con la temperatura o i processi chimici. Credo che per un progettista lavorare con i materiali sia una pratica imprescindibile.”


Quanto il luogo influenza la sua scelta progettuale? “Moltissimo, come è giusto che sia. Adoro verificare dove è posizionato l’edificio, studiare la facciata esterna, valutare il contesto. Pur mixando gli stili cerco sempre di preservare la natura stessa della struttura”.
Segue ogni fase della progettazione? “In studio siamo un team di 5 persone. Mi avvalgo del supporto di professionisti preparati, specie sotto l’aspetto strutturale. Utilizziamo tantissimo anche l’intelligenza artificiale, uno strumento preziosissimo ormai per ottimizzare tutto il lavoro. Siamo sperimentatori pure a livello di nuove tecnologie, dunque”.
Arte, design e innovazione, quindi. Una ricerca concettuale oltre ogni vincolo espressivo.
L’intervista continua su DENTROCASA in edicola e online.
Project Director RITA BAIGUERA
Graphic Designer CRISTINA ZANACCHI
Stefania Vitale
Caporedattrice


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