Negli spazi di CAMERA Torino, la prima grande retrospettiva dedicata al fotografo belga
Il colore come firma d’autore, veicolo di emozioni, filtro imprescindibile per una prospettiva artistica della realtà. Il risultato? Atmosfere sospese fra mondi autentici e dimensioni visionarie, ordinario e fantastico, quotidiano e surreale.
Nato ad Anversa nel 1941 e membro di Magnum Photos, Harry Gruyaert si inserisce nel solco tracciato da autori americani del calibro di Saul Leiter e William Eggleston, che conferiscono all’immagine fotografica una natura fortemente grafica. Segno di un’emergente cultura visiva capace di “reinventare” un mondo sorprendentemente a colori. Ed è proprio in quest’ottica che il fotografo belga può essere considerato un autentico pioniere della fotografia europea degli anni Settanta e Ottanta.




Oggi l’opera di Gruyaert è al centro della mostra “Retrospettiva” dedicatagli da CAMERA Torino e visitabile fino al prossimo 4 ottobre. Seguendo un ordine cronologico, l’esposizione mira a sottolineare i passaggi della sua “rivoluzione” cromatica in un’epoca nella quale la fotografia autoriale era da considerarsi rigorosamente soltanto in bianco e nero.
L’intento è infatti guardare il mondo con occhi nuovi, a prescindere che l’obiettivo si posi sulle immagini iconiche del primo uomo sulla Luna o invece su semplici scene di vita quotidiana. Tutto, in poche parole, può essere reinterpretato e addirittura trasformato sotto la lente creativa della macchina fotografica.
Fino al 4 ottobre 2026
camera.to
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Stefania Vitale
Caporedattrice


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