Il progetto diffuso del celebre artista e designer cinese mette in dialogo le due città accomunate dallo stretto rapporto con l’acqua
La scultura come messaggio universale, rete di scambio, che parla di bellezza, interpreta l’innovazione e celebra la preziosità. Valori simbolici che trasformano il racconto visivo in un’esperienza ammaliante, dove il rigore della tecnica incontra il potere dell’immaginazione.
Si inserisce in tale direzione “Vessels of Other Worlds” interessante progetto dell’artista e designer cinese Wallace Chan orchestrato sul doppio binario Venezia – Shanghai, che si fanno simultaneamente teatro di 3 diverse esposizioni.




Si comincia con Venezia, presso la Cappella di Santa Maria della Pietà, in concomitanza con la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia 2026; in parallelo, da luglio, l’opera di Wallace è riproposta al Long Museum (West Bund) di Shanghai, secondo capitolo espositivo. Chiude il cerchio, ancora a Venezia, “Wallace Chan: Mythos”, un’installazione realizzata all’interno della spirale di Scala Contarini come incontro complementare fra architettura e linguaggio artistico.
Il binomio Venezia-Shanghai, giocato sull’intima connessione di entrambe le città con l’elemento acqua, dà vita ad un dialogo simbolico imperniato sui temi della trasformazione e della memoria.
Le sculture sono ispirate ai tre oli sacri utilizzati dalla Chiesa Cattolica per i rituali di benedizione, l’Olea Sancta. Alla Cappella di Santa Maria della Pietà, le opere centrali sono attorniate da una costellazione di sculture sospese che evocano il senso di gocce d’olio in movimento. Sempre all’interno della Cappella, sull’altare, sono stati inoltre posizionati 3 video che fungono da portale “segreto” per rivelare le controparti speculari e monumentali del Long Museum di Shangai.
Fino al 25 ottobre 2026
pietavenezia.org
wallace-chan.com
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Stefania Vitale
Caporedattrice


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