La personale allestita a Palazzo Bertazzoli di Bagnolo Mella rivela l’osservatorio dell’artista sul paesaggio della vita
Gianbattista Bonazzoli, “storico” collaboratore della rivista DENTROCASA, è protagonista in questo periodo di una personale allestita a Palazzo Bertazzoli di Bagnolo Mella. Ce ne parla diffusamente, in prima persona, nelle prossime righe.

“I miei lavori intendono parlare all’Universo, vivono di intense emozioni, di una spiritualità globale, e accarezzano l’idea estetica della visione e della meditazione, anche attraverso una complessa dimensione spaziale che ne ordina la composizione narrativa e ne assorbe la vitalità cromatica nel silenzio dell’incanto e nel gesto istintivo.
Così l’accumulo di segni non solo genera uno sgomento prospettico e spaziale ma, nella definizione di una foresta immaginaria, sostiene anche il ruolo magico di un pensiero che si presenta come traccia di spiritualità.”
“Sono un rabdomante, un ricercatore di tracce che diventano essenziali per il mio lavoro, tracce che trovo anche nella storia dell’arte oltre che nella cultura urbana. Tutto si svolge per accumulo, per sedimentazione, e la superficie scopre il proprio corpo tatuato e increspato dal tempo, dove il segno cela il proprio volto per esprimere suggestione dell’incanto e della contemplazione cercando equilibrio tra le fonti.”
Fino al 19 aprile 2026
L’articolo continua su DENTROCASA in edicola e online.
Gianbattista Bonazzoli
bonazzoli99@gmail.com
cell. 328 3465570


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