“L’arte autentica nasce sempre da una frattura, da un’infelicità, da uno squilibrio necessario”
Nicolò Tomaini, nato a Bellano, in provincia di Lecco, è l’artista selezionato per la rubrica di questo numero.
“Credo che l’arte non abbia nulla a che fare con la “bellezza”, almeno non con quella che la società contemporanea continua a imporci ogni giorno, bulimica di consenso e desiderosa di piacere a tutti i costi. La bellezza, per me, non è un valore estetico, ma una condizione di verità. L’arte autentica nasce sempre da una frattura, da un’infelicità, da uno squilibrio necessario. I grandi artisti sono sempre stati infelici: sono coloro che sentono per primi la distonia con il mondo che li circonda. È da quella frattura che nasce il gesto artistico.”



“Penso all’artista come a una sorta di debitore emotivo: qualcuno che sente il bisogno di restituire al mondo le sensazioni, le intuizioni o le riflessioni nate dall’incontro con altri artisti, con altre opere, con altre epoche. Non parlerei mai di ispirazione nel senso romantico del termine, ma di necessità. Il mio lavoro è ciò che mi consente di resistere per esistere.”
“Il mio approccio è multidisciplinare: mi muovo tra pittura, scultura e installazione. Mi interessa lavorare con ciò che mi precede, con materiali che portano già dentro di sé una storia. Recupero vecchie tele dipinte a olio — spesso settecentesche o ottocentesche — e vi intervengo fisicamente sopra. Il medium scelto è la metafora perfetta di come l’aggressione del presente (quello delle tecnologie della comunicazione) scarnifichi, incancrenisca, appiattisca, distorca o svuoti completamente di significato ogni forma di realtà che lo pre-esiste.”
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Gianbattista Bonazzoli
bonazzoli99@gmail.com
cell. 328 3465570


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