Tra mondi che sembrano emergere dal sogno e scenari che sfidano le leggi della fisica e del tempo
Claudio Cargiolli, nato nel 1952, è noto per il suo stile onirico e surreale. Le opere evocano mondi sospesi tra sogno e realtà, con un uso magistrale della luce e dei colori. I dipinti spesso includono elementi architettonici, paesaggi immaginari e figure enigmatiche che invitano l’osservatore a riflettere su temi esistenziali e sul rapporto tra l’uomo e il trascendente.


Cargiolli crea mondi che sembrano emergere da un sogno, con scenari che sfidano le leggi della fisica e del tempo. Oggetti comuni, come libri, scale e finestre sono spesso decontestualizzati e posti in ambienti impossibili, quasi metafisici. I suoi sfondi evocano luoghi senza tempo, con cieli sfumati, mari tranquilli o deserti che sembrano espandersi all’infinito.
Spesso i paesaggi sono in bilico sospesi tra la realtà e l’immaginazione, creando un senso di mistero e profondo stupore. Chi ha modo di vedere una sua mostra, non può esimersi dall’esplorare e immergersi con emozione in questi mondi sospesi.
Cargiolli attinge sia al realismo magico che all’arte classica, fondendo elementi di entrambe le tradizioni in modo personale e poetico. Le sue opere trasformano il quotidiano in qualcosa di straordinario e misterioso, creando un senso di meraviglia senza mai abbandonare del tutto il legame con la realtà.
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Gianbattista Bonazzoli
bonazzoli99@gmail.com
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