i tappeti di Freud dentrocasa agosto 2013
i tappeti di Freud dentrocasa agosto 2013

I TAPPETI DI FREUD

“Ho fatto molti sacrifici per la mia raccolta di antichità greche, romane ed egiziane e in realtà ho letto più di archeologia che di psicologia. Sigmund Freud

Da molti anni mi occupo di tappeti orientali, nella più ampia accezione del temine. Eppure mi stupisco ancora di come il mondo sia ricco di queste incredibili gemme annodate, tra storia, religione e cultura. Su Sigmund Freud, neurologo e psicanalista austriaco, fondatore della psicanalisi, sono stati a ragione pubblicati numerosi scritti, ma probabilmente non tutti sanno che fu un eccentrico e accanito collezionista di arte antica per oltre quarant’anni. In lui convivevano due personalità, quella dello scienziato e quella dell’umanista che, per quasi metà della sua vita, lo portò a circondarsi di oggetti artistici di particolare pregio. La “passione” per questi prodotti provenienti dal Mediterraneo e dal vicino Oriente, autentiche opere d’arte, permea costantemente la vita dell’illustre psicologo, tanto da divenire una sorta di strumento nella prassi quotidiana del lavoro con i pazienti: pare che Freud mostrasse le proprie opere ai pazienti per anticipare il percorso terapeutico che avrebbero affrontato.
Si stimano oltre duemila opere, tra tessili pittoriche e scultoree, che Sigmund Freud possedeva accomunate da parametri estetici personali. I suoi tappeti sono caratterizzati da tinte forti e tratti decorativi decisi; sono autentiche opere d’arte annodate in ambito nomade. Il grande psicologo, a quanto pare, si emozionava più con manufatti realizzati seguendo l’istinto e la gioia di “animare” che con tappeti di laboratorio. Suggestivo sia lo studio in cui riceveva i pazienti, sia quello privato in cui scrisse i suoi trattati più importanti. Entrambi erano caratterizzati da una serie di tappeti, alcuni posizionati a pavimento (tra cui spicca uno straordinario Heriz Serapi di produzione persiana) altri disposti come sorta di drappeggio, a parete, su divano, chaise longue e tavolo. Uno straordinario tappeto nomade, realizzato dalla tribù Qashqai trasforma il celebre divano di Freud in un paesaggio dalle forme ardite con stilizzazioni vegetali. Ai piedi del divano un tappeto Bokara (realizzato dalla tribù dei Tekke) copre morbidamente il tavolino impreziosito da un raro color ruggine e dalla classica decorazione geometrica a gul.

arch. Jim Lo Coco

arch. Jim Lo Coco

Consulente Tecnico del Tribunale di Brescia nel settore tessile è docente di storia e tecnica del tappeto orientale presso la SCUOLA REGIONALE PER IL RESTAURO Enaip. È titolare della storica azienda di famiglia.

 

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