TAPPETI DEL MONDO - DIC15
Antico tappeto Axminster

TAPPETI DEL… MONDO – il Regno Unito

Il Regno Unito e il tappeto orientale. Se l’arte del ricamo rientra nella tradizione britannica, la realizzazione di tappeti risale alla scoperta cinquecentesca di manufatti provenienti dal lontano Oriente.

TAPPETI DEL MONDO - DIC15
Antico tappeto Axminster cm 880 x 480 circa – epoca primi del 1800.

La nobiltà inglese conobbe già ai tempi delle prime crociate del 1100 il tappeto orientale, tuttavia si deve attendere fino al 1518 per una presenza reale sul territorio britannico, legata più ad un episodio specifico che a una circolazione commerciale vera e propria. Si narra che la Repubblica di Venezia donò al re Enrico VIII° oltre sessanta tappeti orientali, al fine di ottenere una riduzione dei dazi sulle merci che la Serenissima esportava in Inghilterra. Possiamo a ragione considerarlo il primo incontro tra il tappeto orientale ed il mondo anglosassone; come immaginabile i dazi non vennero minimamente ritoccati ed il Re decise di incentivare una vera e propria produzione anglosassone. Da qui mosse i suoi primi passi una fabbricazione britannica di tappeti inizialmente ispirati al modello turco sia dal punto di vista tecnico che decorativo. Buona parte dei laboratori di annodatura si concentrarono tra il 1500 ed il 1600 attorno all’area londinese. Ad esempio nella cittadina di Norwich. Nei secoli successivi vennero installati telai in emergenti centri produttivi, quali Axminster, Wilton e, nella stessa Irlanda, nella cittadina di Killybegs. Il modello ispiratore fu il classico tappeto realizzato nella vicina Francia. Non fu certamente un percorso creativo facile. Ad iniziali pessimi tentativi puramente imitativi, ne seguirono altri maggiormente fedeli alla tradizione europea: scene campestri, disegni floreali e stemmi. Ai tradizionali materiali quali lana e cotone vennero aggiunti il lino e la canapa, con inevitabili ricadute sulla resistenza dei manufatti.
Tra ispirazione orientale e moda europea, il tappeto del Regno Unito venne semplicemente identificato come un buon complemento d’arredo; seppe uscire raramente dalla ripetitività, salvo sporadici guizzi creativi attribuibili a Pierre Parisot e Thomas Whitty, che realizzarono nel tardo 1700 autentiche opere d’arte annodate, fortemente sponsorizzate dalla Corona, impegnata a scoraggiare l’importazione di manufatti dall’oriente. Nella seconda metà del 1800 la crescente industrializzazione e il rinnovato interesse delle nuove fasce emergenti verso altri tessuti, orientali o meccanici che fossero, portò ad una sorta di declino del tappeto “nazionale”, fortemente contrastata da un eclettico e geniale uomo d’arte, tale William Morris (1834 – 1896), fautore di un rinnovato tappeto britannico, depurato dall’opulento stile vittoriano e teso agli schemi dell’emergente Art Nouveau.

arch. Jim Lo Cocoarch. Jim Lo Coco

Consulente Tecnico del Tribunale di Brescia nel settore tessile è docente di storia e tecnica del tappeto orientale presso la SCUOLA REGIONALE PER IL RESTAURO Enaip. È titolare della storica azienda di famiglia.

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