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C’ARTE GIOCHI-AMO O TI FAI?

giochi bic dentroCASA agosto 2016

Il gioco d’azzardo patologico tra arte e pensiero

Dipendenza… Malattia… Disagio… Ma non doveva essere un gioco?! Il GAP – Gioco d’Azzardo Patologico, o ludopatia – non ha sintomi apparenti, ma è attorno a noi. È un fenomeno sociale in costante e allarmante diffusione, che spesso affligge i soggetti più inaspettati. Lo Stato è complice. A Brescia si cerca di contrastarne i danni. C’Arte. Giochi-amo o ti fai? – progetto che ho curato in collaborazione con Lorenza Giovanelli (storica dell’arte), Davide Bonera (pedagogista) e Giulia Lancello (psicologa) – ha come motore centrale una mostra coi lavori della serie “C’Arte da Gioco”. Si è partiti da lì. E, attorno, si è costruito un edificio di iniziative atte a trattare e contrastare il problema ludopatico usando le armi dell’arte e della cultura, in opposizione alla non-cultura del gioco patologico. Oltre alla mostra sono previste 4 azioni: una lezione aperta con Matteo Covelli – esperto di GAP e membro del Progetto Orthos. L’esperienza di un confronto coi Giocatori Anonimi. La realizzazione di spot – dal taglio dinamico e divertente – ad opera degli studenti dell’Accademia S. Giulia di Brescia. E le “Serate Sparse”, in cui si mette in relazione il gioco alla letteratura, all’arte, al cinema e al sacro. Mi preme sottolineare la serata del 19 maggio: “I Bari di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Gioco d’azzardo e arte figurativa”, tenuta da Marco Bona Castellotti, tra i più importanti caravaggisti a livello nazionale. Un mese di iniziative che trattino il problema sociale – fatto di dati, numeri e definizioni cliniche, ma anche e soprattutto di storie, volti, mani e occhi – con un taglio culturale. Un progetto coinvolgente, per fare luce su una tematica dalle dinamiche altamente varie e complesse. La creatività è l’energia che alimenta C’Arte. Giochiamo o ti fai?
L’arte che rende l’ignoto evidente (Jean Josipovici) diventa il filo rosso e il medium per affrontare il GAP, metterlo a nudo e abbatterne i muri, affinché si possa tornare ed essere liberi di stare al gioco.
Programma completo alla pagina Fb “C’Arte – giochiamo o ti fai?!”

fabio bix

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Fabio Bix
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