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CASA, VACANZE E PSICOLOGIA

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Sentirsi un po’ a casa anche in ferie

A casa, le energie stanno finendo e aumenta il bisogno di staccare e di pensare un po’ di più a se stessi.

Agosto, con la sua consueta lentezza, arriva puntuale per avvolgerci con un forte abbraccio caldo, l’ultimo prima di tornare alla vita reale, fatta di impegni e di lavoro.

E allora siamo pronti per le tanto attese vacanze, per partire e per lasciare spazio al riposo e alla cura di noi stessi.

Le valigie sono fatte, niente ci separa più dalla nostra meta tanto sognata. Finalmente possiamo lasciare la nostra casa, il luogo dove ogni giorno ci sentiamo al sicuro e protetti.

E dato che l’uomo è di per sé portato a costruire legami e interazioni speciali con i luoghi che abita, in che modo avviene la scelta del luogo che ci ospiterà per le vacanze e che per qualche tempo sarà la nostra nuova casa?

E, soprattutto, in che modo sarà possibile che nella camera dell’albergo, nell’appartamento o nel bungalow che abbiamo scelto con tanta minuziosità e dedizione ci sentiremo davvero “a casa”?

I ragazzi, in adolescenza, ricercano attivamente la prossimità con i coetanei e per loro è necessario stare vicini nei posti che frequentano, così come all’interno degli alloggi in vacanza.

Nelle persone adulte, invece, inizia con il tempo ad aumentare il bisogno di spazi personali più ampi che garantiscano anche una buona privacy.

Con la maturità entra in gioco un altro fenomeno della psicologia ambientale, ossia l’attaccamento ai luoghi o place attachment che può spiegare ulteriormente il nostro rapporto con gli spazi.

La nostra identità è definita anche dalla dimensione spaziale, ossia dalla relazione con i luoghi significativi che abbiamo abitato e che hanno soddisfatto bisogni essenziali per il nostro sviluppo.

Il legame che si crea con il posto in cui abitiamo e che contribuisce alla definizione della nostra identità, si instaura anche con gli spazi delle nostre vacanze.

Si, proprio lì dove ci sperimentiamo in una modalità differente dal solito, dove siamo rilassati e dove ci diamo la possibilità di cambiare ritmo e di lasciarci andare.

Spesso, infatti, le persone scelgono di tornare in vacanza nella località degli anni precedenti, preferendo anche la stessa sistemazione nell’albergo o nell’appartamento dell’anno prima.

Crescendo, l’individuo ricerca nelle case in cui vivere caratteristiche che soddisfino il bisogno di protezione, sicurezza, privacy e accoglienza, e questo vale anche per l’alloggio delle vacanze.

Seppur con un pizzico di esoticità e diversità: andare in vacanza, infatti, significa anche rompere con gli schemi della vita quotidiana per lasciare spazio alla novità.

E la nostra nuova “casa” delle vacanze, scelta con la speranza che ci possa rispecchiare, ci permette di farlo, perché siamo in pausa con la nostra solita vita in un luogo in cui possiamo sentirci bene.

 

Dott. Fabiana Faustini – psicologa

fabianafaustini.com

 

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