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LE CERAMICHE CINESI

CERAMICHE CINESI DENTROCASA GENNAIO 2019

Gli esperti di Christie’s spiegano il decalogo dedicato alla produzione orientale

Da sinistra: meravigliosa coppia di vasi Famille Rose, aggiudicati per 17,4 milioni di euro a Londra all’asta del 9 maggio 2017. Raro grande vaso del periodo Ming con decorazioni bianche e blu, battuto a Londra all’asta del 6 novembre 2018 per 1,6 milioni di euro.

 

Chi ha detto che moderno e antico non possano convivere nello stesso ambiente e valorizzarsi a vicenda? E se l’oggetto antico ha un sapore esotico, tanto meglio! Proprio come accade con le ceramiche cinesi, un settore di intramontabile fascino.

Ma come riconoscerne il vero valore? Ce ne parlano gli esperti della casa d’aste Christie’s in un decalogo dedicato alla produzione orientale. Il primo consiglio è di maneggiare quanti più pezzi si possa, così da imparare a riconoscere gli originali dalle numerosissime copie e apprezzarne la qualità. Per questo è fondamentale capire le differenze tra le varie epoche e aree di produzione e familiarizzare con tavolozze e smalti.

Si apprende in questo modo che, per esempio, la palette wucai fu usata nel periodo Wanli (1573-1619) e che da questa tavolozza è nata la tavolozza della Famille Verte, introdotta nel XVII° secolo, caratterizzata da un predominante smalto verde accostato al blu, al rosso, al giallo e al nero.

Continuano gli esperti della maison: “La gamma di Famille Rose è stata aggiunta al repertorio negli anni ’20 del 1800 e presentava un colore rosa prominente, smalti opachi e palette più ampia”.

Altre differenze di smalti e prodotti sono dovute alle varie fornaci: per esempio, appartengono alla dinastia Song (960-1279) le bellissime ceramiche smaltate in celadon dalla tinta verde-oliva provenienti dall’area di Longquan. A differenza di queste, le ceramiche delle fornaci di Yaozhou presentano un tono più caldo verde-bluastro. “Le ceramiche Jun della dinastia Song – continua il decalogo – sono state prodotte con splendidi smalti color lavanda spesso evidenziati da spruzzi viola astratti. Mentre le fornaci di Dehua si sono specializzate in ceramiche con smalti bianchi e color crema”.

Fondamentale è anche ricordarsi sempre di girare il vaso e osservare la base per valutarne la datazione e l’autenticità. Inoltre è importante imparare a riconoscere i marchi che indicano le varie dinastie e gli imperatori. E ancora, attenzione al blu.

Immaginando una ceramica cinese, facilmente si pensa ad una decorazione blu su fondo bianco, ma quel blu nel corso dei secoli e delle dinastie è cambiato. E allo stesso modo nel tempo sono variate le forme e le proporzioni dei vasi: un vaso sproporzionato indica infatti che il suo collo o la sua bocca sono stati frantumati.

Altro punto cardine del decalogo è lo stato di conservazione: è normale infatti trovare difetti a ceramiche del XVII° secolo, ma non in pezzi di epoca imperiale (XVIII° secolo). E per concludere, la regola d’oro, valida per qualsiasi settore del mercato dell’arte, è di acquistare solo ciò che piace e mai per investimento. In questo modo, assicura la maison, non ci si potrà mai pentire della propria collezione

 

Greta Beretta

di Greta Beretta
greta.beretta@virgilio.it

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