gennaio: l’obiettivo è replicare il 2015
gennaio: l’obiettivo

GENNAIO: L’OBIETTIVO è REPLICARE IL 2015

Ottimi i risultati raggiunti dal team del dipartimento design di Boetto.

Il mese di gennaio irrompe a gamba tesa. La sua aria gelida spazza via il calore e le emozioni natalizie e mette sotto il naso una pagina bianca tutta da scrivere. E anche le case d’asta, dopo il tour de force autunnale, tirano le somme di un anno d’oro. Decisamente soddisfatto può dirsi il team del dipartimento design di Boetto: dopo i 720 mila euro raccolti nelle vendite primaverili, le aste di novembre hanno archiviato oltre 872 mila euro. Un successo senza pari da attribuire al caparbio lavoro dello staff di Boetto, e in particolare di Sergio Montefusco, capo del dipartimento Design e Arti decorative del ’900, e di tutti gli esperti che collaborano con lui, dalla grafica Sara Dossi, all’architetto e designer Fabio Meliota, dall’assistente Massimo Bruni, alla tuttofare Maria Oliveto. Il dipartimento design della maison genovese è nato nel 2006 e da allora organizza due vendite all’anno, ad aprile e ad ottobre/novembre, alle quali dal 2010 si è aggiunta la speciale sezione “Selected” riservata ai lotti più interessanti, presentati in fotografie a tutta pagina. Ad essa Boetto deve gran parte del fatturato del dipartimento design. A novembre il catalogo “Selected” è stato accompagnato da “Selected lighting”, uno speciale tutto italiano dedicato al design dell’illuminazione dagli anni ’30 ai ’70. Ettore. Sottsass, Gino Sarfatti, Max Ingrand sono solo alcune delle firme prestigiose offerte, accanto alle produzioni Stilnovo, Venini, Arredoluce, per citarne qualcuna. E proprio due esemplari di “2020”, le lampade da terra realizzate da Max Ingrand per Fontana Arte nel 1961, si sono aggiudicati il top price della vendita. Partite da una stima di 8 mila euro, entrambe hanno trovato proprietario per 23 mila euro. Mentre Gio Ponti si è confermato la stella del catalogo “Selected”: una sua camera da letto-studio composta da un letto singolo, un armadio a 4 ante, una libreria con tavolo a scomparsa, una cassettiera con libreria sovrapposta e una sedia “Leggera” di Cassina, stimata 8 mila euro, è stata battuta a 31 mila. “Il segreto di tanto successo – spiega Montefusco – sta nell’attenzione riservata all’identificazione degli oggetti. Essi vengono documentati il più possibile con citazioni bibliografiche, sui cataloghi è riportato un elenco di tutte le loro pubblicazioni in letteratura. Ciò che cercano i collezionisti sono infatti oggetti d’arredo che possano conservare e aumentare il loro valore nel tempo”.

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Greta Beretta

di Greta Beretta
greta.beretta@virgilio.it

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