zellinger dc settembre2016
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DA SOTHEBY’S “SI CELEBRA” ROBERT ZELLINGER DE BALKANY

All’asta opere d’arte e oggetti appartenuti a colui che ha importato il modello di centro commerciale americano.

Inizio con una domanda: dove hai fatto il tuo ultimo acquisto? Non parlo necessariamente di design, ma di prodotti generici. Sono certa che per molti la risposta è “in un centro commerciale”.
Un’invenzione americana – ça va sans dire – finalizzata a servire le esigenze di interi quartieri residenziali nelle sempre più popolate periferie degli anni ’50 del secolo scorso. Ma come sono arrivati in Europa?
A raccontarlo è Sotheby’s nella sua asta in calendario il 20 settembre a Parigi dedicata a Robert Zellinger de Balkany, il Cristoforo Colombo degli american malls, scomparso un anno fa. Ungherese di nascita e naturalizzato in Francia, Robert de Balkany ha studiato architettura a Yale per poi seguire le orme del padre e diventare uno sviluppatore immobiliare. È a lui che si deve la trasformazione urbanistica dell’Ile de France e la creazione del più grande condominio d’Europa (7500 appartamenti!). Ed è a lui che si deve l’importazione in Europa del modello americano degli shopping center. Ne ha fondati circa una quarantina tra cui Parly 2, nel 1969 a Parigi, uno dei suoi massimi successi. Allo stesso anno risalgono le seconde nozze con Maria Gabriella di Savoia, figlia dell’ultimo re d’Italia Umberto II. A differenza della moglie, Robert de Balkany non era nobile di nascita, ma a detta di chi lo ha conosciuto bene era nobile nell’animo: “Poche persone sapevano del suo impegno per i poveri” ha affermato l’arciduca Michael de Habsbourg-Lorraine, suo amico per oltre 50 anni. “Era un uomo intelligente, colto, affascinante e carismatico” ha continuato l’arciduca. La personalità di Robert de Balkany, il suo guizzo geniale, trova voce nella sua ricca collezione di opere e oggetti d’arte provenienti dall’Hotel de Feuquières in Rue de Varenne a Parigi, che Sotheby’s disperderà il 20 settembre. L’antiquariato fa da padrone, e non potrebbe essere altrimenti, nella città che questo mese ospita (dal 10 al 18) la Biennale des Antiquaires. Tra i top lot per la categoria degli arredi, uno straordinario set timbrato da Bernard Molitor realizzato probabilmente per la residenza privata di rue de Grenelle di Antoine-César, Duca di Choiseul-Praslin (stima: €150-300 mila). Numerosi lotti inoltre illustrano la passione di Robert de Balkany per le pietre dure, come il mobile in ebano intarsiato, datato 1620 e originariamente di proprietà di Papa Paolo V Borghese (stima su richiesta), acquistato dal padre di Robert. Il catalogo d’asta continua con dipinti, orologi e argenti.
Per chi insegue il design del XX° secolo, l’indirizzo giusto, sempre a Parigi, è quello di Piasa, dove il 14 settembre il Modernismo europeo sfiderà il design nordico. Tra i designer in catalogo, Flemming Lassen e Poul Kjærholm.

Greta Beretta

di Greta Beretta
greta.beretta@virgilio.it

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