radino aste dentrocasa febbraio 2017
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FRANCESCO RADINO E LA FOTOGRAFIA DI ARCHITETTURA

Il fotografo, già protagonista di aste, analizza il mercato italiano di settore

nell’immagine: Francesco Radino “Piazza Duomo, Milano”; sotto: “Piazza Affari, Milano”

L’amore per il design e per l’architettura ha mille facce. E a volte si incontra con quello per la fotografia. Come? Attraverso la fotografia di architettura. A parlarcene è Francesco Radino, classe 1947 e fotografo di professione dal 1970. “La fotografia racconta il mondo” afferma Radino. “Il ruolo del fotografo è quello di un narratore della realtà. Egli fornisce uno degli infiniti punti di vista che contribuiscono a formare quello che io chiamo il sentimento del mondo”. Figlio di due pittori, Radino si avvicina alla fotografia da autodidatta. È suo padre a regalargli la prima macchina a soffietto con la quale, come per gioco, inizia a sperimentare: scopre che lo scatto genera una nuova immagine. In giovane età immortala il mondo che lo circonda, gli scontri sociali del ’68, le manifestazioni, gli scioperi e così decide di farne un lavoro. “Mi sono formato guardando tutte le altre tecniche artistiche. Quelli che posso considerare i miei maestri sono i grandi, come Westson e Klein, o gli italiani Ugo Mulas, Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico”. Con questi ultimi due avrà a più riprese occasione di collaborare, instaurando un lungo legame, basato su stima e influenza reciproche. Francesco Radino, che si descrive come uno spirito libero, ripercorre la sua carriera e afferma di aver sempre rifiutato una specializzazione settoriale. Così, collaborando con riviste di architettura e design, si è affacciato a questo mondo. “La fotografia di architettura – spiega – è la rappresentazione del progetto dell’architetto. Cerca di rispettare la visione di chi l’ha ideato, inserendola nel disegno urbano. Si discosta dal disegno e lo mette in scena nella realtà fisica della città in cui l’architettura insiste. Diventa una quantità di punti di vista che cercano di rispettare il punto di vista dell’architetto, espressi però in varie modalità – nei particolari, nelle vedute generali, negli interni, negli esterni –, relazionandoli col mondo reale, col paesaggio urbano e con le persone”. Ma il mercato italiano come risponde alla fotografia? “Purtroppo in Italia il mercato della fotografia è poco sviluppato – afferma Radino, recentemente comparso all’asta da Finarte con due scatti stimati 600-900 euro –. Ci sono pochi autori rappresentati dalle gallerie italiane e più che altro si tende a spingere autori stranieri con quotazioni già molto alte”. Chiosa Radino: “Ciò che manca sono le istituzioni a sostegno della fotografia, ovvero musei e luoghi pubblici che contribuirebbero a dare valore sociale a questa arte”.

Greta Beretta

di Greta Beretta
greta.beretta@virgilio.it

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