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DOISNEAU, LA COMPLICITÀ DELL’ATTIMO

Doisneau DENTROCASA LUGLIO 2018

Settanta scatti del celebre fotografo francese esposti al Palazzo delle Paure di Lecco.

Nell’immagine, da sinistra: “La pendule”; “Un chien du pont des Arts”

C’è Parigi, c’è la Senna, ci sono le strade del centro. Ma c’è soprattutto la gente del suo tempo, quella che popola giornalmente gli spazi della città, dai bambini agli innamorati. Robert Doisneau, uno dei più celebri e apprezzati fotografi del Novecento, sbarca a Lecco, precisamente al Palazzo delle Paure, dove, fino al 30 settembre, è allestita la mostra dal tema “Robert Doisneau. Pescatore di immagini”.

“Les tabliers de la rue de Rivoli”.
“Les tabliers de la rue de Rivoli”

Settanta le opere esposte, tra le quali spicca anche una autentica icona della fotografia internazionale, vale a dire “Bacio dell’Hôtel de Ville”, del 1950, che ritrae una coppia di innamorati fatti posare davanti al municipio parigino. Attraverso i suoi scatti, conservati, esposti e riprodotti in tutto il mondo, Doisneau accende il bianco e nero di un’eleganza senza tempo fermando momenti e sensazioni del quotidiano ed elevandoli ad una “gloria” che va oltre i confini della Francia.

Rendere speciale la normalità è un’arte a cui il fotografo dà voce attraverso la frequentazione di ambienti che oramai vivono per lo più nell’immaginario collettivo, vedi i bistrot, i caffè degli artisti, i luoghi dei clochard, ma anche gli spazi delle antiche professioni. Doisneau, che ha ottenuto autorevoli riconoscimenti, ama i gesti semplici, quelli che scandiscono abitualmente le giornate più ordinarie e, attraverso il suo obiettivo, li nobilita e li poetizza.

Come il ritratto dell’amico Jacques Prévert, fotografato semplicemente al tavolino di un bar con cane e sigaretta annessi. La vita della Ville Lumière si trasforma nell’immaginario creativo di un fotografo che conduce il visitatore sulle scene di un miracolo inaspettato. Un miracolo compiuto spesso proprio sulle vecchie strade di Parigi, che si fanno teatro inconsapevole ad esempio dei giochi dei bambini. E appunto i più piccoli, con la loro spontaneità e la loro incontenibile fantasia, diventano più volte per Doisneau ideali testimoni di un tempo che non ritorna più, un tempo sapientemente colto e raccontato nella sua reale autenticità. Serietà e ironia si mescolano su trame di pochi istanti trasformando la verità in sogno: ieri muta in oggi e l’attimo si consegna alla storia in istantanee di delicata complicità.

fino al 30 settembre 2018
tel 0341 481262

di Stefania Vitale

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