Le stanze affrescate di un palazzo gentilizio sono state esaltate da un nuovo restyling che ha salvaguardato l’allure d’un tempo
Gli ambienti di un palazzo della I decade dell’Ottocento hanno ritrovato un nuovo esprit grazie al restyling, coniugando elementi d’arredo del XIX secolo ad altri dell’Art Déco. La struttura originaria ha subìto cambiamenti nella ripartizione di alcune stanze.



Varcata la soglia, a colpire sono le decorazioni a grottesche del salone. Un susseguirsi di grillages che evidenziano al centro vasi medicei con trionfi floreali.
Le grottesche sono rimaste inalterate, mentre i pavimenti di graniglie colorate risalgono ai primi anni del Novecento. Losanghe ispirate a motivi ornamentali moreschi dominano, rincorrendosi in sequenze precise e iterate, come se si trattasse di un prezioso tappeto d’Oriente.
Gli arredi sono stati in parte svecchiati: nel salone, un divanetto e due poltroncine degli anni Venti sono stati ricoperti da un tessuto con disegno animalier bianco su bianco. Ai due lati, due étagère del Novecento su cui sono due brocche degli anni ’50, epoca del tavolino tondo davanti al divanetto. In un angolo, su un finto capitello ionico, una statua fin de siècle, sembra ammiccare ad atmosfere passate.



Le pareti, decorate come se si trattasse di parati di carta, in realtà evidenziano affreschi a motivi geometrici romboidali alternati ad altri spiraliformi.
L’atmosfera di tutta la casa è ritornata ad essere briosa; la luce entra nelle stanze e illumina le pareti affrescate, rallegrando il cuore.
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Foto ROBERTO PIERUCCI
Testo TEOBALDO FORTUNATO


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