La storia di una famiglia che ha trovato in una casa la propria luce
Quando il mondo si fece improvvisamente troppo stretto, loro scelsero di allargarlo. La pandemia, quattro persone chiuse in un appartamento, due ragazzi irrequieti e genitori affamati di aria e silenzio: fu in quel momento sospeso che nacque il desiderio di una casa diversa, capace di far respirare e di portare il cielo dentro le pareti.




Quella casa è apparsa tra gli alberi, moderna e luminosa, ma sorprendentemente calda. Lo studio One Buro l’ha progettata senza la rigidità di uno stile unico: forme classiche convivono con linee contemporanee, mentre ogni dettaglio sembra invitare la luce a entrare. Il suo cuore è un soffitto di vetro di tre metri per tre nel soggiorno: un quadrato trasparente che cattura l’alba accompagna il giorno e di notte si apre sulle stelle.
L’interno è un omaggio alla natura: rovere, pietra, sfumature di terra e sabbia, accenti terracotta che scaldano come un focolare antico. Il camino a bioetanolo accende serate morbide.
Ma l’elemento più sorprendente vive e respira al centro della casa: un Mirabolano a foglia porpora, alto quattro metri, che cambia con le stagioni. In autunno lascia una pioggia di foglie, in primavera si riempie di linfa.



In sintesi, una casa che racconta la storia di una famiglia che ha scelto di rallentare, di guardarsi, di ascoltare ciò che il silenzio rivelava. Parla di luce, respiro, equilibrio.
Ma quanto spazio serve davvero per sentirsi liberi e quante volte basta lasciare entrare, finalmente, il cielo in una stanza?
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Progetto STUDIO ONE BURO
Designer DILYARA ERSHOVA
Stylist ANASTASIA BAUER
Foto NATALIA GORBUNOVA
Testo ALESSANDRA FERRARI


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