Un nome, un programma... Una natura generosa e ambienti armoniosi dove la bellezza non è un ornamento ma una condizione esperienziale
Quando l’architettura smette di opporsi al paesaggio e comincia a intrecciarsi con esso, la casa diventa teatro di un’esperienza profonda. Casa Tra-Vette nasce proprio da questa idea: la trasformazione di un edificio abbandonato ai piedi dei Monti Lattari in una dimora contemporanea che invita il mondo naturale a entrare nella vita quotidiana.



La chiave progettuale utilizzata dal Team Pianozeroarchitetti è netta e raffinata: una pianta a setti liberi di ascendenza miesiana. Qui le strutture non confinano, ma organizzano percorsi di luce e sguardo. I setti in marmo assumono un ruolo attivo — non semplici pareti divisorie, ma elementi tattili e visivi che collegano gli ambienti, orientano l’osservazione verso l’esterno e tessono un dialogo continuo fra interno ed esterno.
Un grande pannello vetrato, interrotto da un setto in marmo verde, separa lo spazio d’accesso dall’area studio senza chiudere la vista: una soglia permeabile tra il lavoro e la dimensione domestica, dove la trasparenza mantiene un equilibrio tra intimità e apertura.
La scelta materica sottolinea intimità ed equilibrio, il rovere naturale avvolge pavimenti e superfici, diffondendo calore e continuità.




Un incontro calibrato tra uomo, materia e paesaggio, un’abitazione che insegna a vivere l’esterno dall’interno, a fare dell’osservazione un gesto quotidiano. La natura si fa architettura e l’architettura, a sua volta, si fa natura.
Abitare qui significa imparare ad ascoltare e vivere la natura non come spettatori, ma come protagonisti partecipi dentro l’architettura stessa.
L’articolo continua su DENTROCASA in edicola e online.
Progetto team PIANOZEROARCHITETTI
Foto CARLO ORIENTE
Testo ALESSANDRA FERRARI


Seguici su