A Punta del Este, in Uruguay, questa casa rappresenta un’idea tanto essenziale quanto complessa: vivere la luce ancora prima degli spazi
In Uruguay, a Punta del Este, dove il paesaggio alterna la misura silenziosa delle pinete all’apertura improvvisa dell’oceano, questa casa progettata dallo studio dell’architetto argentino Martín Gómez si costruisce attorno a un’idea semplice quanto difficile da governare: abitare la luce prima ancora dello spazio.



L’architettura si presenta come una composizione rigorosa di volumi bianchi, netti, quasi astratti, che si articolano secondo un principio di equilibrio più che di rappresentazione. I piani si sovrappongono con naturalezza, lasciando che sia il vuoto, più che il pieno, a definire il ritmo dell’insieme. Non c’è gesto superfluo, ogni elemento trova la propria misura nella relazione con la luce e con il paesaggio.
Il progetto rinuncia a gerarchie evidenti e costruisce una sequenza lineare, dove interno ed esterno si compenetrano senza soluzione di continuità. Le grandi superfici vetrate non si limitano ad aprire la casa verso il mare, ma lo rendono parte integrante dell’esperienza domestica.



All’esterno, la casa si distende verso il mare attraverso una sequenza di piani orizzontali, deck, piscina, aree di sosta che sembrano prolungare lo spazio interno. Gli elementi si dispongono con naturalezza, seguendo il ritmo del terreno e della vegetazione, senza mai forzarlo.
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Progetto ESTUDIO MARTÍN GÓMEZ ARQUITECTOS
Foto GIANNI FRANCHELLUCCI
Testo ROBERTO BEGNINI


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