Uno chalet degli anni Trenta del Novecento conserva quell’aura e quel senso di ospitalità rimasti immutati nel tempo
Un piccolo gioiello d’architettura lignea, realizzato dopo il 1930, circondato da un giardino romantico, lo chalet è ornato da una peristasi di colonne, sormontate da capitelli ionici. Gli interni richiamano la casa dei Vettii a Pompei; al centro della dimora, una galleria accoglie gli ospiti e lo sguarda va subito ai triglifi e alle metope con figure mitologiche.


Tutte le camere sono ripartite, a destra e a sinistra, in maniera simmetrica da una sorta di galleria che dall’ingresso conduce sul lato, al giardino posteriore. I protagonisti della galleria sono due grandi dipinti coevi, posti tra eleganti paraste su uno sfondo color terracotta.
La dimora ha visto, in un secolo, ospiti importanti come Enrico De Nicola, futuro primo Presidente della Repubblica Italiana. Nonostante i decenni, aleggia nelle stanze la pacata atmosfera dei tempi anteguerra: dai pavimenti in graniglia grigia con bordure colorate, ai mobili nelle stanze, spartani e ridotti all’essenziale come si usava nelle case di villeggiatura d’una volta.




Il senso dell’ospitalità è rimasto immutato nel tempo. Si ricevono tuttora gli amici in primavera al fiorir delle rose, seguite d’estate dai colori inconfondibili delle ortensie fino a che il giardino cade nel sonno lento dell’autunno…
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Foto ROBERTO PIERUCCI
Testo JACEK KRUAZYR


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