Un intervento che non cancella il passato, ma lo rinnova con sensibilità contemporanea
Ci sono edifici che sembrano aver esaurito il proprio racconto. Case silenziose, quasi invisibili, che il tempo ha relegato ai margini dello sguardo urbano. A Merano, lungo una strada trafficata, appariva proprio così: una dimora discreta, nascosta dietro una vegetazione spontanea e segnata dagli anni.



Molti la consideravano destinata alla demolizione. Invece, grazie a un progetto firmato dall’architetto Christian Kapeller, è diventata il simbolo di una trasformazione capace di coniugare memoria e contemporaneità.
L’intervento nasce da una visione precisa: riconoscere il valore di ciò che esiste e amplificarne le potenzialità. La facciata Liberty, risalente ai primi del ’900, è stata conservata e restaurata con attenzione, mantenendo intatta la sua presenza nel tessuto cittadino. Dietro questa immagine familiare, però, si sviluppa un’architettura completamente nuova, aperta, luminosa e profondamente connessa al paesaggio.




L’esperienza dello spazio è costruita come una vera e propria sequenza narrativa. L’ingresso, volutamente sobrio, accompagna gradualmente dal mondo esterno a una dimensione privata e raccolta. Una volta varcata la soglia, la percezione cambia radicalmente: la luce invade gli ambienti e le connessioni visive amplificano il senso di profondità.
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Progetto ARCH. CHRISTIAN KAPELLER
Foto PIER MAULINI
Testo ALESSANDRA FERRARI


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