Un ex lanificio diventa laboratorio e punto di ricerca della coreografa, performer e artista visiva Valeria Apicella: dove il corpo incontra lo spazio
Nel cuore di Porta Capuana, a Napoli, all’interno dell’ex Lanificio Borbonico, il puntozerovaleriaapicella è molto più di uno studio d’artista. Fondato nel 2019 dalla coreografa, performer e artista visiva Valeria Apicella, è un laboratorio di ricerca in cui corpo, architettura e relazione diventano strumenti di una pratica condivisa.



Il recupero, durato cinque anni, ha rispettato l’identità dell’edificio restituendone la continuità spaziale. Gli ambienti si articolano in tre nuclei: una grande sala dedicata alla ricerca corporea e performativa, liberata dai pilastri per offrire un ampio spazio aperto; un’area più domestica destinata all’accoglienza e allo scambio; infine, uno studio raccolto, pensato per il lavoro individuale e la quiete. Un intervento che interpreta il restauro come occasione per attivare nuove forme di vita all’interno di un luogo storico.
Da oltre trent’anni Valeria Apicella sviluppa una ricerca che attraversa danza, performance e arti visive. È una pratica ecosomatica che riconosce nel corpo la radice di ogni processo creativo: sono il gesto, il movimento e l’esperienza sensibile a determinare forme, spazi e dispositivi artistici. Anche lo spettatore è chiamato a partecipare, diventando parte attiva dell’opera.



A sintetizzare il senso più profondo del puntozerovaleriaapicella è una riflessione di Giorgio Agamben, che definisce lo studio come il luogo in cui si “abita la potenza”. Qui questa idea prende forma in un gesto semplice ma significativo: si entra senza scarpe, come nelle case giapponesi. È una soglia che riconduce immediatamente al corpo e inaugura un’esperienza fondata sull’ascolto, sull’ospitalità e sulla condivisione.
L’articolo continua su DENTROCASA in edicola e online.
Progetto ANTONIO MARTINIELLO
Foto STEFANO ALETTO


Seguici su