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IL CANTO LIBERO DI MARINKA DALLOS

L’artista naïve. L’artista internazionale a breve in esposizione permanente presso gli spazi dell’Accademia d’Ungheria in Roma.

“Nei miei quadri “ingenui”
non c’è nostalgia di passato…
Ma no. Forse nostalgia sì:
nostalgia di futuro…”
Marinka Dallos

nell’immagine: La Crocchia, 1991

L’arte moderna sembra aver ricevuto il suo primo slancio vitale dalla scoperta delle molteplici forme di arte primitiva. L’autentico significato di quest’ultima va oltre la sua valenza formale e dimora nel profondo senso spirituale sotteso a ogni opera d’arte arcaica.

Testimoni di questo afflato di fin de siècle sono stati i pittori naïfs, anime libere dai vincoli accademici e culturali della loro epoca, che sentirono l’atto creativo come il bisogno di restituire una visione intima del mondo.

Non tutti i pittori definiti naïfs fino ad oggi hanno tuttavia lavorato entro i confini di quello stato ideale, ingenuo e primitivo, capace di bonificare lo spirito. Tra queste voci fuori dal coro emerge Marinka Dallos, pittrice ungherese, traduttrice e giornalista che negli anni ’60 si dedica all’“esercizio della pittura” come strumento per stabilire un rapporto di comunicazione fra sé e il mondo.

Campo di lavanda, 1988

“Colta conoscitrice della parola”, definita così da Anatole Jacovsky, Marinka giunge alla modernità della cultura naïve attraverso un percorso tutto personale, per nulla scontato, fatto di affioramenti e di ritrovamenti compiuti sul terreno prolifico dei ricordi e della poesia.

“Amo il Rosso e il Verde, i colori fondamentali del mio giardino e delle gonne delle ragazze. Amo il Blu di Parigi e il Viola permanente, i colori degli abiti delle donne anziane e persino delle immense pianure coperte di lavanda della mia Lörinci, villaggio d’Ungheria” esordisce l’artista nella prefazione del catalogo redatto in occasione della sua mostra al Museo Nazionale delle Arti Naïves “Cesare Zavattini”.

E prosegue: “Amo gli Ocra e le Terre Naturali e Bruciate, che mi hanno conquistato a Roma, dove mi sono trasferita dopo il matrimonio con il poeta italiano Gianni Toti, diventando così un’italiana”. Il trasferimento nella Città Eterna include appunto questo ricco viatico, sia per l’artista che per la donna.

Marinka Dallos porta con sé lo stigma della propria terra d’Ungheria, dimostrando, allo stesso tempo, la capacità di convocare un intero universo da ogni parte di sé, dalle memorie della sua cultura del passato e del presente.

I temi cari all’artista ci rammentano quanto è importante concedersi le suggestioni estetiche dell’arte per guardare il mondo con occhi nuovi, per scoprire una dimensione più umana nelle cose più semplici e quotidiane. Marinka ha dipinto la frizzante vita di Campo de’ Fiori, i vicoletti di Roma, ma soprattutto i ricordi riportati dall’Ungheria, di Lörinci, del mondo dei contadini e dei rituali della sua infanzia.

Tempio di Apollo, 1989

“Una narratrice lirica, un’artista colta che dipinge ingenuo, che diffida il folklore e lo affronta come realtà primaria. Sarà questo, ancora e sempre il suo stile e la nostra meraviglia” questo ritratto di Marinka, dono del padre del Neorealismo, Cesare Zavattini, è quello più vicino a svelare l’enigma di una vita. Credo si possa riconoscere alle artiste, pioniere dell’arte contemporanea, una grande dote: quella di saper trasformare la propria sensibilità in una opportunità.

“Le arti non sono offensive, non sono innocenti, sono le armi più potenti dell’uomo”.

Con questa coraggiosa dichiarazione l’artista ci invita a partecipare al suo duello poetico, reso universale a colpi di pennello, in cui la conoscenza e la rappresentazione dell’animo individuale non sono mai disgiunte dalla spiritualità collettiva di un popolo.

L’Accademia di Ungheria in Roma rende omaggio a Marinka Dallos dedicandole una sala presso gli spazi di Palazzo Falconieri, dove possono essere ammirate oltre 40 opere del fondo dell’erede Pia Abelli Toti (presidente dell’associazione culturale La Casa Totiana) in esposizione permanente da questo autunno, in contemporanea con l’uscita del catalogo dell’opera omnia dell’artista. Il catalogo è consultabile e scaricabile attraverso la app HuM -Hungarian Memories- disponibile sia per IoS che per Android.

La app, voluta dall’Accademia d’Ungheria in Roma raccoglie, censisce e geocalizza tutti i luoghi di Roma attinenti alla memoria ungherese. La memoria come facoltà del pensiero ci consente di intraprendere viaggi ideali verso antiche dimore. Non è soltanto la nostalgia a guidarci, ma un richiamo alle radici della nostra civiltà per far luce sull’avvenire.

 

Marinka Dallos nasce a Lörinci il 4 febbraio 1929 e scompare prematuramente l’11 dicembre 1992. Scrittrice e traduttrice ungherese, moglie del poeta italiano Gianni Toti, Marinka incontra la pittura per amore di lui. Dopo il loro incontro a Budapest, nel 1952, Gianni e Marinka si trasferiscono a Roma, e a partire dagli anni ‘60, la pittura entra nella loro vita come un momento di svago dalla militanza letteraria. La sua doppia nazionalità ha favorito la volontà dell’artista di fondere nei suoi dipinti “il sapere dei due popoli e i colori di due civiltà”. Fonda così il gruppo dei Romanaïfs e pubblica il volume di saggi critico-teorici (Edizioni Carte Segrete). Oltre che nelle collezioni private, le opere di Marinka sono esposte oggi nei Musei Internazionali d’Arte Naïfs come per esempio Île de France, nelle Hales St. Pierre a Parigi, al Museo Anatole Jakovsky a Nizza, al Museo d’Arte Naïfs di Spagna e in Italia, al Museo d’arte Naïf di Luzzara. Questo autunno una parte delle opere dell’artista viene esposta permanentemente presso gli spazi dell’Accademia Ungherese in Roma a Palazzo Falconieri. Contemporaneamente verrà presentato il catalogo contenente l’opera omnia dell’artista a cura della storica dell’arte Mirjam Dénes, in collaborazione con la fotografa e grafica Hajnalka Korb, che ha consentito di restituire un corpus di 400 opere disseminate tra collezioni pubbliche e private. Il catalogo, in formato digitale, è in lingua italiana e in lingua ungherese. La collezione Marinka Dallos di Pia Abelli Toti, presidente dell’Associazione La Casa Totiana ha affidato la gestione della collezione e del fondo Marinka Dallos alla startup innovativa Poetronicart, attiva nella valorizzazione dei beni culturali e artistici attraverso servizi dedicati e attraverso una piattaforma online in fase di implementazione che raccoglie strumenti e tecnologie per gli operatori dell’arte e della cultura.

www.poetronicart.com

 

 

di Barbara Vistarini
barbaravistarini.it

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