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IL PERSONALE SENSO DELLA BELLEZZA

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Un granaio del XVIII° secolo diventa un personale loft concepito in simbiosi con la terra in cui nasce, con le sue tradizioni e la sua architettura.

Progetto Arch. Massimo Castagna e Arch. Isabella Genovese – Ph. Michele Biancucci

 

Quello che oggi possiamo ammirare e che ci stupisce per il personale fascino che riesce a trasmettere, un tempo era un granaio, poi magazzino di una ditta di stucchi e assi:

un’unica grande stanza con enormi capriate lignee prive di colonne intermedie a sfidare l’equilibrio del tempo.

Questo spazio, è nato dalla personale collaborazione tra l’architetto Massimo Castagna e i padroni di casa, l’arch. Isabella Genovese e il marito Paolo Tormena, CEO di Henge.

La trasformazione ha valorizzato l’aspetto conservativo dell’immobile e le caratteristiche che creano un habitat insolito ed eccezionale tutelando anche la sua personale bellezza.

L’area destinata alla camera e al bagno si inserisce nel grande volume, creando un blocco con un proprio rivestimento, posizionato in modo da mantenere le capriate a vista.

Per il resto dello spazio sono stati preservati i volumi originari e recuperate le testimonianze materiali dell’edificio, come le parti in pietra e cemento, insieme ai tagli delle finestre.

Il risultato è un’opera personale composta da pochi segni per definire l’architettura e un’indagine dettagliata su arredi e finiture innovative progettate appositamente per quello spazio, ripensando le sue funzioni, superando ogni standard e cercando una nuova poesia formale e materica che lega la modernità con il carattere di un luogo che trasuda storia ed esperienze secolari.

L’architettura tradizionale povera italiana è caratterizzata da una personalità molto forte, da volumi elementari disegnati con pragmatismo e funzionalità.

Particolare attenzione è stata dedicata alla protezione dal freddo o dal caldo e dall’utilizzo di materiali poveri e naturali per le strutture di copertura, come pietra, cemento e legno.

Questa abitazione non è solo una casa ma anche uno showroom, che con la sua essenza personale racconta la vita che scorre tra chi lo abita e i suoi pezzi, non arredi in uno spazio domestico ma compagni di un viaggio quotidiano che guida le emozioni.

È uno spazio che fa dei contrasti la sua cifra stilistica: antichi soffitti inclinati incontrano le forme pentagonali del Light Ring Horizontal Polygonal per creare un gioco di luci.

Le finestre ad arco mantengono gli autentici mattoni dell’edificio, tipici di una tradizione conservata e molto rispettata.

E così conclude l’arch. Castagna: “Nel progetto vive una serie di accentuati contrasti geometrici che trovano eco e paradigma per il design contemporaneo:

un rapporto di incontro tra antico e nuovo, tra architettura e prodotto, dove nessuna parte prevale sull’altra e dà valore e spessore in un equilibrio profondo e armonico.

È stato emozionante reinterpretare le tradizioni di un luogo e renderle accattivanti per il mondo moderno”.

 

THE PERSONAL CONCEPT OF BEAUTY

An 18th-century granary becomes an exclusive loft, designed in symbiosis with the land in which it was born, with its traditions and architecture.

Project by architects Massimo Castagna and Isabella Genovese – Photography by Michele Biancucci

 

What we admire today amazes us for the charm and warmth that conveys: this building was once a granary, then the warehouse of a stucco and board company.

A single large room – with enormous wooden trusses without intermediate columns – that challenges the balance of time.

This transformation stems from the successful collaboration between architect Massimo Castagna and the homeowners – architect Isabella Genovese and her husband Paolo Tormena, CEO of Henge –.

The conservation aspect of the property was a priority, and the enhancement of features created an unusual and exceptional habitat while protecting its bold personality and beauty.

The project boasts simple and essential cuts. The area intended for the bedroom and bathroom fits into the large volume, creating a new block with its covering, positioned in order to keep the trusses entirely exposed.

The rest of the space preserved the original volumes, and the tangible evidence of the building was recovered, such as the stone and concrete parts, together with the cuts in the windows.

The result is a work composed of a few signs to define the architecture, together with a detailed investigation of innovative furnishings and finishes, designed specifically for that space.

Targets included rethinking the functions of spaces, overcoming all standards, looking for a new formal and material poetry that binds modernity with the character of a place like this, which exudes history and centuries-old experiences.

The traditional Italian poor architecture is marked by a very strong personality as well as by elementary volumes, designed with pragmatism and functionality.

Particular attention was paid to the thermal insulation as well as to the use of simple and natural materials found locally for the roofing structures, such as stone, concrete and wood.

This abode is not only a house but also a showroom, whose essence tells about the life that flows between the residents and their pieces, not simple furnishings in a domestic space but travelling companions on a daily journey that drives emotions.

Contrasts are the stylistic code of this space: ancient sloping ceilings meet the pentagonal shapes of the Light Ring Horizontal Polygonal to create a play of light, a contemporary interior composition that overlooks the timeless landscape.

The arched windows preserve the original bricks, typical of highlyrespected traditions.

Architect Castagna concluded: “In this project, there is a series of accentuated geometric contrasts that find an echo and a paradigm for contemporary design:

a rendezvous and a comparison between the old and the new, between architecture and product, where neither party prevails over the other, giving value and depth in an inner and harmonious balance.

It was exciting to reinterpret the traditions of a place, making them captivating for the modern world.”

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