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IL RECUPERO DI UN SOTTOTETTO

L’intervento in certificazione CasaClima “ R” in un edificio degli anni ’30. Scelte preliminari (prima parte).

Il recupero del sottotetto ai fini abitativi in un edificio costruito nel tessuto storico di Brescia è stata l’occasione per raggiungere obiettivi di efficienza energetica e sostenibilità ambientale che, in edilizia, non sono più eludibili.

Temi questi di grande attualità per tutto il settore. Non ritenendo il solo argomento energetico l’aspetto esauriente in termini di sostenibilità ambientale si è deciso di procedere tenendo conto anche del ciclo di vita (LCA, in inglese Life-Cycle Assessment) dei materiali utilizzati nella costruzione.

La motivazione è quella di orientarsi verso l’economia circolare, nella quale il ciclo di vita dei materiali segue un percorso ciclico così definito: estrazione delle materie prime_ asseblaggio_utilizzo_riciclo. Inoltre, per garantire la qualità del progetto e dell’esecuzione, si è seguito il protocollo di certificazione CasaClima “R” per edifici ed unità immobiliari riqualificati.

Condividendo a pieno gli obbiettivi da raggiungere con il committente si è deciso di sviluppare il progetto estremizzando le prestazioni di coibentazione dell’involucro sia dal punto di vista termico, sia dal punto di vista acustico. Considerata la necessità di ottenere elevate prestazioni in piccoli spessori si è sin da subito ipotizzato di usare componenti ad altissime prestazioni.

Considerati gli obbiettivi di efficienza, sostenibilità e realizzabilità mantenendo abitabile la parte di edificio non soggetta ai lavori, ho scelto di utilizzare la tecnica delle strutture a “secco”. Il progetto esecutivo è stato sviluppato di conseguenza, dando quindi al cantiere una nuova funzione: quella di assemblare componenti prodotti in altri luoghi.

Pertanto non più un luogo dove si “costruisce”, ma dove si “assemblano” elementi che vengono prodotti in stabilimento dove qualità e prestazioni sono costanti. Dovendo raggiungere elevatissime prestazioni non è stato possibile usare elementi semplici come la muratura tradizione in laterizio, ma sono stati utilizzati elementi multistrato, costituiti da materiali diversi che devono essere specificatamente progettati proprio per quel tipo di intervento.

Chi segue la rubrica si ricorderà che ho già parlato delle costruzioni realizzate con la tecnica a secco. La riprendo anche in questo esempio perché ha consentito di realizzare un’opera che, con tecniche tradizionali, sarebbe risultata difficilmente fattibile. Sui prossimi numeri di DENTROCASA vi illustrerò i dettagli del progetto e dell’esecuzione.

 

 

Andrea Pietro Capuzzi
Ingegnere

Consulente Casa Clima
info@studiocapuzzi.it
studiocapuzzi.it

 

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