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IL TETTO VENTILATO ATTIVO

tetto ventilato attivo

L’isolante leggero non è sufficiente a garantire risparmio e comfort estivo.

La Bioedilizia è un “Concetto Costruttivo” che riguarda globalmente l’abitazione, dalla cantina al tetto. Questa visione rischia di essere vanificata nel momento in cui, per ottenere comfort abitativo e risparmio energetico, si pensa basti considerare la presenza di buoni muri esterni, che bloccano in estate il caldo e in inverno il freddo, tralasciando invece un’attenta valutazione dell’importanza svolta dal tetto, vero punto debole delle costruzioni di oggi.

Il tetto di legno ha diversi vantaggi rispetto ad altri tipi di strutture, ma non ha massa e l’assenza di massa appunto provoca un veloce e forte surriscaldamento della casa durante il periodo estivo. Per superare tutto ciò, il tetto ventilato attivo è l’unico tetto certificato in Italia che rispetta le attuali normative per l’isolamento termico, il risparmio energetico in estate (massa) e l’isolamento acustico.

Il tetto ventilato attivo, grazie all’utilizzo di isolante leggero e massa pesante in argilla o miscela in calce e canapa, garantisce sempre salute, comfort e traspirabilità, favorendo il miglior isolamento termico dal freddo invernale e la massima protezione dal calore dell’irraggiamento estivo, così da ottenere un concreto risparmio energetico in tutte le 4 stagioni dell’anno (meno 30% sui consumi per la climatizzazione).

Grazie ad una appropriata ventilazione, eseguita a regola d’arte, smaltisce in estate il calore generato sotto il manto di copertura ed evita d’inverno la formazione di condensa nello strato di materiale isolante.

È importante sottolineare che il tetto ventilato attivo non si ottiene con una semplice aerazione del sottotegola (intercapedine d’aria tra manto isolante e copertura). Infatti, per parlare di tetto ventilato, si deve anche fare in modo che, in questa intercapedine, scorra un flusso d’aria continuo, dalla gronda verso il colmo, anche in assenza di vento, e che questo flusso d’aria interessi l’intera superficie del tetto.

La linea del colmo è un punto critico per la ventilazione del tetto. Esistono diversi prodotti specifici da collocare sotto i colmi di copertura. Generalmente sono strutture dotate di frange con setole sintetiche o di piombo, per consentire la fuoriuscita dell’aria verso l’esterno, impedendo nello stesso tempo l’ingresso nel sottotegola a foglie, volatili, rettili e insetti.

Inoltre, grazie al sistema “fori a spoiler”, di avanzata concezione tecnica, si ottiene il sorprendente risultato basato sull’effetto Venturi: più forte tira il vento, più saldamente le tegole aderiscono al tetto, anche se posate completamente a secco, ovvero, senza l’utilizzo di malte che sarebbero di ostacolo al passaggio dell’aria. Per poter garantire un’adeguata areazione del tetto, deve essere assicurato uno spazio proporzionato (200-300 cm2/ml) in gronda di entrata dell’aria e almeno un quarto di questo per l’uscita dal colmo.

Questa areazione si raggiunge con una listellatura e controlistellatura appropriate.

 

Ing. Michele Zanella
Agente di Commercio Plurimandatario in Bioedilizia
michele.zanella.kmsc@alice.it

 

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