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L’ART DÉCO

art decò

Un movimento di ampia portata. Una vera e propria rivoluzione del gusto che si divulgò rapidamente in tutti i campi del decorativo.

Nei primi anni del Novecento la Francia “concepisce” l’Art Déco, un movimento che prese, impropriamente, nome e notorietà dall’Exposition Internationale des Arts e Décoratifs tenutasi a Parigi nel 1925, anche se ideata nel 1907, progettata nel 1913 e rinviata per lo scoppio della Prima guerra mondiale.

Questa corrente influenza non solo gli ambienti, gli arredamenti e gli oggetti, ma si divulga rapidamente in tutti i campi del “decorativo”: l’abito, il cartellone, la casa, la scena da ballo, il teatro, l’ufficio. Un vasto e seguito movimento del gusto, quindi, con una curiosa mescolanza di motivi e stilemi derivanti da varie fonti.

La prima è quella del “ramo” geometrico dell’Art Noveau, la seconda è quella ricavata dall’avanguardia figurativa: dal Cubismo, dal Fauvisme, dal Futurismo, dall’Orfisme, ecc. Un posto di rilievo è occupato dal sarto Paul Poiret, un personaggio chiave dei primi anni Venti, intorno al quale si muove tutta la macchina della mondanità parigina.

Dopo la guerra, Gabrielle Chanel detta Coco, assumendo il precetto della semplicità, incomincerà a far ombra allo stesso Paul Poiret, rimasto il sarto del lusso, così come l’architetto Robert Mallet-Stevens, con le sue case cubiste, incomincerà a far ombra ad Auguste Perret, l’architetto preferito dell’alta borghesia. Più complesso della “forma” è il “contenuto” del progetto Art Déco, che assume altre valenze in ordine al concetto di “moderno”.

Il punto più problematico per la considerazione come fenomeno di Design riguarda la produzione: rappresenta infatti un proliferare di ateliers e laboratori artigianali per la creazione di mobili e oggetti che non diventeranno mai fenomeni così significativi dal punto di vista produttivo tanto da rientrare in manufatti industriali.

Difficile diventa anche la componente “vendita” dei prodotti realizzati in quanto riflette puntualmente i limiti e i pregi di una produzione che ha come “messaggio” l’edonismo, il lusso, il piacere. In generale il maggior contributo dato dalla Francia alla storia del prodotto industriale e alla vicenda del Design va ricercato proprio nel settore delle vendite e in particolare dei grandi magazzini: un’organizzazione che a Parigi precedette gli altri Paesi e che raggiunse un livello mai eguagliato dalle altre capitali europee.

Ezio Ramera

 

 

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