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LEZIONI DI ARCHITETTURA

LEZIONI DI ARCHITETTURA DENTROCASA gennaio 2018


 

Reinterpretare il Minimalismo attraverso “sculture” e dipinti contemporanei che fungono da astratta scenografia ad una selezione di pezzi di design d’autore.

progettazione – direzione lavori arch. monica vincenzi – testo edda giancola – ph michele biancucci

 

La città di Mantova, cinta su tre lati dai laghi artificiali del Mincio, sembra sorgere dalle acque. Questa accattivante suggestione, unitamente alla sua rilevanza storico-culturale, conferiscono al contesto un notevole valore. In questa artistica cornice si inserisce un’insolita abitazione che prevede un layout distributivo a pianta libera, un lineare “open space” con soppalco, dove i volumi appaiono scultorei e dove le altezze consentono un privilegiato punto di osservazione: la visione dall’alto, che restituisce un quadro d’insieme coerente e compatto.

La percezione dell’opera architettonica nella sua interezza esprime un linguaggio immediato dove “l’austera conformazione” dà vita ad un lessico giocato sull’assoluta purezza di forme e di materiali. Uno straordinario progetto, firmato dall’architetto Monica Vincenzi, che introduce un “codice di stile” dove i materiali non solo definiscono l’involucro ma caratterizzano l’arredo che si percepisce come una naturale estensione della struttura.

Un raffinato gioco di geometrie scandito da una pavimentazione in cemento e da pareti trattate superficialmente con un impasto di malta e terre naturali successivamente vetrificato con una resina pigmentata a pennello per conferire una vellutata morbidezza alla superficie. Definiscono funzionalmente l’area giorno – che contempla cucina, pranzo e un’ampia zona conversazione – due imponenti pareti centrali rivestite con pannelli Cork in sughero bruno espanso, che intercettano il soppalco attraversando verticalmente l’intero volume.

Veri e propri elementi d’arte che qui non assolvono la sola funzione decorativa ma celano all’interno vani contenitivi. Oltre la scala in lamiera piegata in ferro naturale, si raggiunge il soppalco contraddistinto da una pavimentazione in tavole di legno Rovere, un nuovo “episodio” abitativo che raccoglie la camera ed il bagno di pertinenza; rigorose partizioni in vetro fumé definiscono lo spazio più intimo della casa consentendogli di relazionarsi con l’insieme che acquista così maggiore profondità.

La luce che fluisce dall’alto producendo intriganti tagli luminosi diventa inevitabile attrazione: lo sguardo scivola sui selezionati arredi di design che completano l’ambiente con la loro forte identità.

 

chi

Arch. Monica Vincenzi
via Don Primo Mazzolari,1 Schivenoglia Mn
tel 0386 58272 – monica.vincenzi_vm@libero.it
monicavincenziarchitetto.com

 

 

Architecture classes

Reinterpreting Minimalism by means of contemporary “sculptures” and paintings which act as a “conceptual” scenic design for a selection of art design masterpieces.

Works design and supervision by architect Monica Vincenzi – Text written by Edda Giancola – Photography by Michele Biancucci

The city of Mantua – enclosed on three sides by Mincio’s artificial lakes – seems like rising from the waters. This captivating suggestion, along with its historic-cultural significance, gives the context a remarkable value. In this artistic setting, an uncommon abode is included; it considers an open plan distributional layout, a linear “open space” with loft where volumes appear chiseled and where heights allow a privileged vantage point; the aerial view gives back a coherent and a solid overall picture.

The perception of the architectural work as a whole expresses an instant language where the “harsh shape” gives life to a lexicon played on the absolute pureness of shapes and materials. An extraordinary project – signed by architect Monica Vincenzi – which introduces a “code of style” where materials not only define the casing but also distinguish the decor, perceived as a natural extension of the building itself.

A polished play of geometries marked by a concrete flooring and by walls – superficially treated with a mixture of mortar and natural soil and later vitrified with a resin, pigmented with a brush – to give a velvety smoothness to the surface. Two majestic central walls – covered in expanded dark cork sheets – functionally define the living area – including kitchen, dining area and a wide “conversation area” –; the panels intercept the loft by vertically crossing the whole volume.

Real art elements here not only have a mere decorative role but also hide compartment shelving within them. Beyond the bent metal sheet staircase in natural iron, a loft distinguished by the durmast parquet flooring can be reached; a new housing “episode” including the bedroom and its private bathroom; rigid divisions in smoky gray glass define the most intimate space in the house, enabling it to relate to the whole set, therefore gaining even more depth.

The light flowing from above becomes the inevitable main attraction, creating elegant and bright cuts: your eye goes on selected design décor which completes the environment, thanks to its strong identity.  

 

 

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