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LIFTING: FACCIAMO CHIAREZZA

LIFTING DENTROCASA gennaio 2018

Alcune doverose precisazioni sui diversi interventi possibili.

Frequentemente si parla di lifting del viso facendo riferimento a differenti procedure, senza che però vi sia in realtà adeguata chiarezza sull’argomento. Quando leggiamo di lifting, mini lifting, lifting della pausa pranzo, lifting con fili o lifting senza bisturi potremmo ingenuamente pensare a procedure più o meno invasive con la medesima finalità. Il lifting, che potrebbe essere indicato nella lingua italiana come ritidoplastica, è uno tra i più classici interventi della chirurgia estetica e si pone come finalità il ringiovanimento del volto.

Come spesso accade, non esiste un modo univoco di esecuzione di questa procedura, ma molteplici possibilità con altrettante varianti per tecnica, aree di interesse e finalità attese. Senza alcun dubbio il paziente candidabile all’intervento si pone spesso con atteggiamento prudenziale ad una ritidoplastica essenzialmente per il timore di mutare la propria fisionomia, oppure per l’impossibilità di una astensione troppo prolungata dalla vita sociale e lavorativa a causa degli evidenti segni nel periodo post operatorio. Per queste ed altre ragioni sono proliferate tecniche meno invasive nel tentativo di proporre ai pazienti più timorosi procedure soft.

È bene chiarire subito che tanto più la tecnica è moderata tanto meno sarà soddisfacente nel suo esito quindi il rifugio verso procedure blande spesso si rivela deludente. Nell’ambito della ritidoplastica, non sempre la richiesta di ringiovanimento interessa tutto il volto quindi è possibile limitare l’intervento ad una specifica zona. Si indica come lifting cervicale quello che interessa il collo, facciale quando coinvolge il terzo inferiore ed in parte il terzo medio del viso; ancor più selettivo è il mid face lift o lifting del terzo medio che coinvolge la sola area zigomatica; il lifting temporale invece si esegue per il ringiovanimento della zona laterale della fronte con interessamento dell’arcata sopraccigliare e quello coronale per tutta l’area della fronte.

Citiamo anche due procedure specifiche e limitate, ma non per questo meno interessanti o richieste, come il lifting del labbro superiore ed il lifting diretto del sopracciglio. Tutti questi interventi possono essere praticati singolarmente oppure in associazione tra loro. Con il termine mini lifting ci si riferisce ad una procedura parziale che prevede una minor invasività rispetto alle tecniche tradizionali a fronte di un risultato apprezzabile anche se meno esasperato e duraturo, ma certamente più naturale, quindi maggiormente adatto al paziente di mezza età desideroso di alleggerire i segni del tempo.

L’orientamento al lifting o al mini lifting nell’ultimo decennio ha visto un maggior spostamento statistico della richiesta nella fascia tra i 45 e i 55 anni e una riduzione negli over 65. Meglio apparire freschi cinquantenni piuttosto che dei giovani settantenni.

 

dott. Enrico Motta

dott. Enrico Motta
chirurgo plastico
libero professionista

 

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