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L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO

La crescente diffusione e l’aumento delle potenzialità negli ultimi anni

 

Se si vuole autoprodurre energia elettrica per un edificio, l’impianto più conveniente è quello fotovoltaico, le cui peculiarità sono di richiedere una manutenzione limitata ed un costo d’acquisto ormai abbordabile. La notevole diffusione di questo tipo di impianto, negli ultimi dieci anni, è stata favorita da incentivi e contributi.

La sua potenzialità è stata ampliata con l’utilizzo di accumulatori (batterie), grazie ai quali è possibile sfruttare l’energia anche quando l’impianto fotovoltaico non produce. Se si abbinano all’impianto fotovoltaico una pompa di calore, per il riscaldamento ed il raffrescamento, ed un involucro (tetto, muri, serramenti, pavimento verso terra) iperisolato, un edificio può raggiungere l’autosufficienza energetica.

Pertanto, grazie ad una bassissima richiesta di energia ed alla possibilità di produrla a chilometro zero, l’inquinamento prodotto per riscaldare o raffrescare è praticamente nullo.

L’impianto fotovoltaico esprime la sua massima potenzialità quando la luce diretta del sole colpisce le celle fotovoltaiche. Quindi non avremo produzione significativa di energia quando la luce non è diretta, il cielo è nuvoloso ed è notte. Il periodo di maggior produzione è quello che va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno.

Il costo di un impianto fotovoltaico è in parte compensato da detrazioni fiscali. Considerato che l’energia prodotta in eccesso a quella consumata va immessa nella rete elettrica nazionale e viene pagata ad un prezzo irrisorio, la potenza dell’impianto va calcolata sulla base dei consumi previsti per quanto riguarda un edificio da realizzare o, nel caso di edificio esistente, va calcolata sulla base dei consumi effettivi.

È opportuno valutare inoltre che l’impianto sia dotato di un accumulatore (batteria) oppure no. Nel primo caso, cioè con batteria, si terrà conto del consumo medio giornaliero mentre, nel secondo, cioè senza batteria, si terrà conto del consumo durante il periodo di luce diurna.

La progettazione di un impianto fotovoltaico deve inoltre considerare eventuali ostacoli quali: camini, antenne, alberi, edifici, pali, tralicci, in breve ogni ostacolo che possa proiettare ombra sui pannelli inficiando la produzione di energia. È chiaro che l’impianto deve essere posato preferibilmente rivolto a sud al fine di ricevere il massimo irraggiamento dal sole. Nelle zone di vincolo ambientale l’impianto fotovoltaico deve essere inserito armoniosamente nel contesto ambientale che lo circonda.

A tal proposito possono tornare utili i pannelli con colorazioni rosso bruno che si inseriscono con meno impatto in un tetto tradizionale in coppi o tegole. Un impianto fotovoltaico è composto da: pannelli (generatore fotovoltaico), inverter ed eventualmente accumulatore. Il generatore fotovoltaico è costituito da celle fotovoltaiche (che possono essere di silicio monocristallino o silicio policristallino) assemblate su pannelli che vengono collegati elettricamente tra di loro.

L’inverter ha il compito di trasformare la corrente continua, prodotta dall’impianto, in corrente alternata. L’accumulatore o batteria consente invece di attingere alla riserva di energia nelle ore in cui non viene prodotta. Nel caso in cui l’impianto sia connesso alla rete pubblica, dovrà essere completato da un contatore bidirezionale che consenta di rilevare anche l’energia immessa in rete.

 

 

 

Andrea Pietro Capuzzi
Ingegnere

Consulente Casa Clima
info@studiocapuzzi.it
studiocapuzzi.it

 

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