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L’INDUSTRIAL DESIGN

Gli albori e i primi esempi illustri in Europa e in America

Mentre in Europa ancora ci si arrovellava con i temi morrisiani, si discuteva sulla liceità e la convenienza di usare le macchine al posto dell’artigianato e si dibatteva intorno al rapporto arte-industria, in America la meccanizzazione prendeva il comando.

Dal confronto di questi due opposti orientamenti, si apprezzano quelle iniziative che ne tentarono una mediazione (il Werkbund) e soprattutto quelle che realizzarono una integrazione: prima fra tutte l’AEG (Allgemeine Elektricitats Gesellschaft). Se il Werkbund rappresenta nella storia del design il momento più problematico e tutta la sua attività, nella quale la cultura agisce sia come stimolo che come remora, non esorbita in definitiva dalla sfera intellettuale, il fenomeno della grande azienda berlinese rappresenta il momento più coerente, concreto e produttivo di tale storia.

INDUSTRIAL DESIGN

In altri termini, tutto quanto il Werkbund, pur animato da interessi pratici, dibatte, divulga e propone attraverso congressi, mostre e pubblicazioni, l’AEG lo realizza nei termini stessi della fenomenologia del design: il progetto, la produzione, la vendita e il consumo, ponendosi come il caso più riuscito nella vicenda dell’industrial design. Gli articoli prodotti erano del tutto nuovi, nati proprio con la moderna tecnologia industriale, legati allo sfruttamento dell’energia elettrica ai fini dell’illuminazione, del riscaldamento, delle comunicazioni, dell’alimentazione e degli stessi motori che producevano detta energia.

In America il caso più significativo è legato ad un self-made-man, l’operaio Henry Ford (1863-1947), figlio di agricoltori, che nel 1896 aveva costruito da solo un primo modello di automobile, nel 1899 aveva fondato la Detroit Automobile Company e nel 1903 la Ford Motor Company, la maggior fabbrica al mondo con 200.000 dipendenti. Anche se l’attività della Wiener Werkstatte non risponde del tutto alla definizione corrente dell’industrial design, perché la sua produzione fu artigianale e non seriale, riflette tuttavia i quattro momenti della sua fenomenologia. La componente progettuale di questa ditta cooperativa, fondata nel 1903 dall’architetto Joseph Hoffmann, dal pittore Koloman Moser e dal banchiere Fritz Waerndorfer, raccoglie, sul piano della forma, gli esiti delle Arts and Craft, il Liberty inglese, in particolare l’opera di Mackintosh, l’Art Nouveau, lo Jugendstil, la Secessione viennese nonché i residui Biedermeir, dando il contributo alla nascita del Protorazionalismo.

 

 

Ezio Ramera

 

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