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LIU YE, ISTANZE FIABESCHE

LIU YE

Alla Fondazione Prada di Milano le opere dell’artista cinese, “ collante” d’eccezione fra Oriente e Occidente

nell’immagine: Daydream, 1997, Acrilico su tela, 30x40cm, Collezione privata, Hong Kong.

 

The Goddess, 2018, Acrilico su tela, 60×45 cm, Collezione privata, Berlino

Sono “storie” che evocano curiosità, disincanto, purezza, forti di una narrazione sospesa fra diverse ipotesi di mondo. Da una parte l’Oriente, la terra di origine, con le sue millenarie tradizioni, dall’altra l’Occidente, da sempre fonte di suggestione personale e artistica.

Siamo nell’universo pittorico di Liu-Ye, artista classe 1964, originario di Pechino, che fino al 28 settembre è protagonista di una ricca personale alla Fondazione Prada di Milano.

“Storytelling”, questo il tema della rassegna curata da Udo Kittelmann, raccoglie 35 dipinti realizzati a partire dal 1992 e approdati a Milano dopo l’esposizione tenutasi nel 2018 a Shangai, nei piccoli spazi di Prada Rong Zhai.

Oggi nel capoluogo lombardo le tele di Liu Ye si confrontano al contrario con ambientazioni molto ampie, ideali per innescare curiosi contrasti cromatici e materici con le pareti in cemento e l’architettura di matrice industriale.

Il risultato è una coinvolgente sequenza narrativa che ingloba emozioni di diversa natura celebrando le urgenze di un’arte indirizzata a valicare confini territoriali e temporali.

Prelude
Prelude, 2018, Acrilico su tela, 40×30 cm, Collezione Privata, Pechino.

La prospettiva di Liu Ye diverge da qualsiasi etichettatura e sviluppa un iter del tutto personale, sospeso fra realismo e astrazione, grazie anche alla continua alternanza di soggetti animati, personaggi di fantasia e cose di uso quotidiano.

Al centro dell’indagine un evidente processo di semplificazione che catapulta la tela su un piano prettamente fiabesco e cala il suo pubblico in atmosfere di ingenuo stupore.

Cultura dell’Est e cultura dell’Ovest si intrecciano nelle trame di un linguaggio che punta all’essenzialità della scena, dando luogo così a suggestioni fruibili anche dai non esperti.

Nelle opere di Liu Ye si celebra la libertà di svariare tra i tanti input collezionati nell’infanzia, ma pure negli anni della formazione e nell’età adulta, dal coniglio Miffy a Pinocchio, per proseguire con le “citazioni” più dotte di Kafka, Mondrian e del Bauhaus.

Letteratura e arte ma anche musica, cinema, movimenti culturali e persino leggende e fatti storici irrompono in una pittura fatta di poche, delicate, immagini venate sempre da un filo di lirismo.

Miffy Getting Married
Miffy Getting Married, 2014, Acrilico su tela, 40×30 cm, Collezione privata, Berlino.

Liu Ye dipinge la poesia di un racconto che si dipana sulle orme di una sensualità tutta contemporanea: rivisitando simboli e protagonisti dell’immaginario comune crea visioni nuove che vanno a infrangere i limiti del pregiudizio.

A balzare all’occhio è la successione spontanea di temi associati in maniera non convenzionale, figure nelle quali è naturale riconoscere valori universalmente positivi accarezzando magari i ricordi di un passato a tratti comune.

Le distanze si annullano, facendo coesistere in modo armonico combinazioni di elementi, alcuni dei quali iconici, apparentemente in antitesi fra loro. La trasposizione dei piani narrativi è il fulcro di un messaggio diretto a farsi un tutt’uno con l’osservatore, spalancando lo sguardo sull’intimità di un artista che in ogni opera ambisce a ritrarre proprio se stesso.

 

Fino al 10 gennaio 2021. Giorni di apertura e modalità di visita della mostra seguono le disposizioni governative in tema di contenimento del COVID-19.

Per info:

fondazioneprada.org

 

 

 

 

di Stefania Vitale

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