Questa villa rinascimentale, un tempo adibita a Collegio, rinasce come destinazione per viaggiatori selettivi e amanti degli interni d’autore


Collegio alle Querce di Firenze rientra nel novero dei migliori e più sensazionali hotel del mondo, insignito delle due Chiavi Michelin. È un rifugio raffinato per gli amanti del design: 83 camere, 34 suite, una cappella e un teatro originali, più due ristoranti e un bar: spazi che anni addietro ospitavano l’ufficio del preside di questa amata ex istituzione educativa che chiuse il suo ciclo didattico nel 2003.
Un tempo collegio – come rivela il nome – prima ancora villa rinascimentale; oggi questo complesso monumentale rinasce come destinazione per viaggiatori selettivi e amanti degli interni d’autore. Oltrepassare la soglia di Collegio alle Querce equivale a entrare in una dimensione dove ogni spazio conserva la propria anima originaria, pur aprendosi a una nuova idea di ospitalità di lusso: colta e silenziosa.


Gli ambienti comuni sono un piccolo viaggio nel viaggio: la cappella e il teatro restituiscono il fascino della vita comunitaria di un tempo, mentre i due ristoranti e il bar trasformano la memoria in esperienza conviviale. A Collegio alle Querce il design non cancella il passato, ma lo accoglie e lo reinterpreta, giocando con stratificazioni, volumi e texture che invitano a fermarsi, osservare, respirare.
Dietro a questa trasformazione c’è la visione del proprietario, il magnate indiano Analjit Singh, che ha immaginato Collegio alla Querce come una casa di campagna d’autore: non un semplice hotel, bensì un luogo da abitare emotivamente. Un concept che trova piena sintonia nella filosofia di Auberge Collection, il prestigioso portfolio internazionale di cui fa parte e che riunisce strutture accomunate da un approccio artigianale al lusso.
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Ph. courtesy COLLEGIO ALLE QUERCE, AUBERGE COLLECTION
Testo GERMANA CABRELLE


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