La bellezza di ritratti irripetibili, frammenti sfocati e autentici nella loro imperfezione
Mi chiamo Luigi Di Carlo, ho 30 anni e vivo a Verona, dove mi sono trasferito quattro anni fa dal vicino paese di Monteforte d’Alpone, in provincia.
La fotografia è entrata nella mia vita quando avevo 18 anni, con una Canon 600D e tanta curiosità. Curiosità che mi ha spinto a sperimentare, studiare e passare ore all’aperto a capire il meccanismo che mette pace tra i tre parametri fondamentali della fotografia.



Il mio primo grande amore è stata la fotografia notturna. Dopo due anni intensi ho venduto la mia reflex, convinto di passare a qualcosa di più performante. Tutto è cambiato nel 2023, durante un viaggio a Madeira con mio cugino: provando la sua Fujifilm sono rimasto stregato dalle simulazioni pellicola, dalla grana vintage e da quell’imperfezione che si può avere già in fase di scatto.

Nel 2025, a 29 anni, ho finalmente acquistato una Fujifilm X-T3. Da quel momento la fotografia è ripresa con una nuova consapevolezza: il mio sguardo si è spostato sulle città, sulle loro geometrie, sulle persone che le abitano e sui racconti di vita che emergono dagli spazi urbani. Per me la fotografia è prima di tutto uno strumento di espressione. Nelle mie foto cerco quasi sempre la componente umana, che sia un’ombra, una sfumatura di luce sul viso, un gesto o un ritratto fugace all’interno di contesti cittadini o storici.
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