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IL NERO A SOTTRARRE, IL BIANCO IN CERCA DELLA LUCE

sottrarre dentroCASA luglio 2016

Sebastiano Benegiamo: il chiaro che si scopre nell’oscuro…

Nell’immagine: “Buddha is back” (23 x 18 cm) – tecnica: Puntasecca – anno 2016.

Sebastiano Benegiamo, i colori, se li mette addosso. Per il resto, il suo è più un lavoro di neri a sottrarre il bianco. Cerca la luce tramite il nero, Sebastiano.
Mi spiego. L’ho incontrato a Firenze. Appuntamento in stazione. Per riconoscersi mi disse: ho dei pantaloni verdi e una cartelletta. La cartelletta che conteneva i lavori, non a caso, era nera. Ma i pantaloni erano verdissimi. Il più acceso tra i colori di cui si era vestito. Per il resto, sopra, indossava campi di colore meno vivaci, campiture a blocchi terrigni, pezzi di natura collinare a vari strati: i marroni e i gialli del grano, le varianti crepuscolari del rosso, toni così. Indossava la toscana che lambisce le città, insomma. Niente di nero, addosso. Dev’esser più una cosa che gli viene da dentro, il nero. Prima di mostrarmi il contenuto della cartelletta, ha estratto dalla borsa uno scrigno sdrucito. S’intuiva esser stato un diario di fattura pregiata, in origine; l’usura gli aveva conferito il fascino consunto del tempo e delle esperienze accumulate. Schizzi da diario di viaggio. Sulle pagine a sinistra, infatti, c’era la sinossi di ciò che nella pagina di destra era schizofrenicamente disegnato. Tutto a biro. Nerissima. Ritratti di vita comune. Amen. Sebastiano ha vissuto a Milano 3 anni. A Londra 3 mesi. C’era una sorta di nebbia metaforica, nei suoi lavori. Di occhi “volutamente” appannati. Un’atmosfera come se piovesse, sempre, anche se il cielo era sgombro di nubi. Finché è tornato nella sua Firenze, terra dai ritmi più consoni ai suoi. Terra di umanità e umanesimo a lui più affine. Ora si dedica alle incisioni. Punte secche. Ciò lo costringe a una disciplina che non gli era in dote. Lo avvicina alla dimensione del sacro che cerca nei soggetti più comuni. Barboni di strada o amici barbuti, panchinari panciuti in cui si rispecchia l’immagine di un Buddha ritornato ai giorni nostri, se più meditante o meditabondo non è chiaro. È infatti un chiaro scuro, il suo. O una ricerca del chiaro nell’oscuro. La sua forma di espiazione del – o per il – mondo.
Per informazioni sebastianobenegiamo.weebly.com

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Fabio Bix
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