Turisti italiani alla riscoperta del nostro territorio, ma alla ricerca di nuovi percorsi esperienziali
Torna prepotentemente il mese di agosto, croce e delizia: fra canzonette e code ai caselli, fra caldo torrido e sentieri affollati, l’italiano medio (insieme ad altri 36 milioni) interrompe la routine lavorativa per dedicarsi alle agognate vacanze.
Non è solo: si prevedono oltre 470 milioni di presenze (+0,4% verso l’anno precedente) di turisti stranieri, che fanno lievitare la spesa turistica a 132 miliardi di euro (+4% rispetto al 2025).
Un boom previsto e prevedibile, che riporta al centro degli interessi dei nostri connazionali (oltre che dei visitatori esteri) i luoghi di villeggiatura domestici: l’incertezza dello scenario geopolitico internazionale, il lievitare dei costi di voli e destinazioni lontane inducono a ridurre la distanza dei viaggi e ad “accontentarsi” di mete raggiungibili in auto, senza rinunciare alle ferie. L’attenzione al prezzo è evidente: si tende a prediligere la prenotazione anticipata e flessibile, rispetto ai last minute tanto in voga qualche tempo fa.
I più fortunati beneficiano di seconde case: nel nostro Paese si contano 5,7 milioni di abitazioni a disposizione, non abitazioni principali e non affittate stabilmente; fra queste, 2,6 milioni sono vere e proprie seconde case per il tempo libero, localizzate al mare, in montagna, al lago o in località paesaggistiche. Turismo di prossimità e benessere interiore sono dunque i nuovi must dell’estate 2026: gli italiani prediligono silenzio, natura, luoghi estranei al sovraffollamento e mete meno inflazionate, lasciando al turismo di massa internazionale i circuiti tradizionali, più noti e gettonati.
Obiettivo principale, tornare rigenerati a settembre, per affrontare le piccole e grandi sfide fra lavoro, famiglia e imprevisti della quotidianità.
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ing. Lisa Zanardo
Top Performance Consulting Consulenza d’Impresa


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