La cultura dell’ospitalità è un’arte sottile che comunica armonia e benessere. Una “materia” dove la progettualità e la ricerca si incontrano con l’intuizione. Oggi dare vita ad una struttura ricettiva è un processo molto simile alla progettazione di una casa: ogni dettaglio, dalla luce agli arredi, deve essere infatti studiato per il comfort di chi vi entra. L’obiettivo è creare un ambiente accogliente e funzionale, dove l’ospite possa sentirsi pienamente a suo agio. Proprio come in uno spazio abitativo.
Per fare di ogni soggiorno un’esperienza memorabile, la parola d’ordine è oggi soltanto una: autenticità. Prezioso anche l’intento di valorizzare l’identità, le tradizioni e la cultura territoriale inserendo “citazioni” stilistiche, cromie e dettagli decorativi capaci di restituirne pienamente il mood. È così che l’ospitalità diventa un linguaggio universale. La seduzione di uno spazio è un concept che, come detto, si riflette tanto nell’hospitality, tanto nel privato. Suggestioni “a schema libero” che ci preparano all’imminente rigenerazione primaverile.
Vi aspetto il prossimo mese per lo speciale numero di aprile nel pieno dell’energia creativa della Milano Design Week.
L’articolo continua su DENTROCASA in edicola e online.
Gianpaolo Natali
Direttore


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